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L’ultimo bosco ripariale della Valle d’Isarco “assediato” dai rifiuti. Gli attivisti: “Uno smaltimento illegale”

La mobilitazione degli ambientalisti per salvare l’ultimo bosco ripariale dal cemento e dall’immondizia: “Questo scarico illegale di rifiuti mostra ancora una volta quanto poco rispetto alcune persone abbiano per la natura”

Di Tiziano Grottolo - 09 April 2022 - 11:06

BRESSANONE. Da tempo i comitati ambientalisti si battono per la salvaguardia del bosco ripariale di Bressanone che alcuni vorrebbero abbattere per far posto a dei nuovi capannoni dell’area industriale. Questa volta però gli attivisti hanno dovuto fare i conti con un altro problema, cioè chi abbandona illegalmente i rifiuti.

 

In occasione dell’ultima grande nevicata dello scorso dicembre, grandi quantità di neve hanno coperto il margine ovest del bosco ripariale. Con il ritorno della primavera la neve si è quasi completamente sciolta facendo riemergere cumuli di spazzatura: grumi di catrame, macerie di edilizia, plastica, fogli di nylon, vello da pittore, fili e piastre di ferro, lastre di plastica e altri rifiuti.

 

Questo scarico illegale di rifiuti – affermano gli attivisti – mostra ancora una volta quanto poco rispetto alcune persone abbiano per la natura”. Da qui la richiesta alla municipalizzata di Bressanone, che ha sede a poche centinaia di metri, di rimuovere l’immondizia abbandonata.

 

Già nella primavera del 2021 la sezione di Bolzano del Wwf, insieme ad alcuni attivisti, aveva effettuato una raccolta di rifiuti nel bosco ripariale, nell’occasione erano stati appesi anche alcuni cartelli per invitare le persone a non gettare le immondizie.

 

Nel frattempo prosegue la battaglia degli ambientalisti per salvare il bosco ripariale dal cemento, anche con una petizione che ha raccolto 4.000 firme. “Questa modifica del piano urbanistico comunale, iniziata più di due anni fa, è attualmente ferma perché il comune di Bressanone ha ritirato l’ultima delibera dalla commissione provinciale territorio e paesaggio”.

 

Come spiegano gli attivisti infatti, per via dell’alto grado di protezione di cui gode il bosco ripariale, per intervenire è prima necessario modificare il piano paesaggistico di Bressanone. Solo successivamente potrà riprendere la procedura di modifica del piano urbanistico comunale. Secondo gli ambientalisti però per il progetto arriveranno tempi duri: “L’articolo 41 della costituzione afferma che l’iniziativa economica privata non può svolgersi in modo da recare danno all’ambiente”.

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