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Oasi per piante e uccelli il Bosco ripariale di Bressanone ripulito dai rifiuti: raccolti oltre 40 sacchi di immondizia

Plastica, stracci, lattine, bottiglie, sacchetti di rifiuti domestici, persino una bicicletta e un motorino. Questo è quanto è stato raccolto dai volontari del Team Auwald e del Wwf lungo i margini del bosco ripariale. Luogo naturalistico al centro di numerose proteste e iniziative di salvaguardia 

Di Laura Gaggioli - 25 aprile 2021 - 14:36

BRESSANONE. E’ stata effettuata sabato mattina 24 aprile, dai volontari del Team Auwald e del Wwf, una raccolta di rifiuti nel bosco ripariale di Bressanone, la seconda colonia, per grandezza, dell’airone cenerino in provincia di Bolzano e punto di interesse per le numerose specie animali e vegetali che lo popolano.

 

Anche quest'anno sulla cima dei grandi abeti, almeno sei coppie di Aironi cenerini hanno costruito i loro nidi, mentre nelle cavità degli alberi si stanno invece riproducendo cinciallegre, cinciarelle, torcicolli e picchi, confermando così il bosco ripariale di Bressanone come un ricco punto naturalistico di grande interesse per specie animali e vegetali selvatiche e protette.

 

Infatti, nonostante sia circondato su tre lati dall'area industriale, il bosco risulta essere ricco di biodiversità. Le specie di uccelli censite negli anni scorsi, in questo bosco di piccole dimensioni, sono 64. Oltre 70 sono le specie vegetali presenti nell'area.

Nella giornata dedicata alla raccolta dei rifiuti lungo i margini del bosco, i volontari del Team Auwald e del Wwf, con il supporto anche dell'azienda ASM Bressanone, hanno così voluto dare il loro supporto a questo prezioso habitat, raccogliendo oltre 40 sacchi contenenti plastica, stracci, lattine, bottiglie, sacchetti di rifiuti domestici, persino una bicicletta e un motorino.

Ma non si tratta dell'unica iniziativa in favore di questo punto naturalistico. Come ormai noto, una parte del bosco rischia di essere destinata a progetti industriali, finanziati dal Comune di Bressanone e della Provincia di Bolzano. Dopo aver lanciato un appello anche a Papa Francesco (Qui articolo) gli stessi volontari hanno infatti aperto anche una petizione per salvare il bosco dalla distruzione per chiedere all'azienda costruttrice, comune e provincia di trovare un sito alternativo per l'ampliamento delle attività produttive. La raccolta firme ha superato 3.500 sostenitori.

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