Parco dello Stelvio, scoperta una pianta rarissima ritenuta estinta in Trentino
É il botrichio ramoso, una rarissima felce, la pianta ri-scoperta poca giorni fa in val di Rabbi e che si riteneva estinta in Trentino. A scovarla, il ricercatore Gianmaria Bonari insieme a Lucio Sottovia, ex direttore dell'Ufficio biodiversità della Provincia di Trento

TRENTO. L'avevano data per estinta in Trentino, invece si è fatta scovare in val di Rabbi dal ricercatore Gianmaria Bonari accanto all'ex direttore dell' Ufficio biodiversità della Provincia di Trento Lucio Sottovia. Si chiama botrichio ramoso ed è una piccola e rarissima felce: un unico esemplare, quello che si scopre oggi affondare le proprie radici nei terreni del Parco nazionale dello Stelvio.
Appartenente alla famiglia delle Ophioglossaceae, il botrichio ramoso è una specie (piccola e poco appariscente) a distribuzione artico-alpina che nel tempo non ha smesso d'essere minacciata dai cambiamenti nella gestione del territorio e dalle pratiche agricole, rischiando di scomparire anche da molti siti d'Europa (e che, fino a due anni fa, pareva svanita anche dal territorio trentino). La presenza di questa pianta è attualmente nota solamente in altre due località della Regione (oltre alla recente scoperta relativa alla val di Rabbi), di cui una scovata solamente due anni fa.
Questa pianta, non a caso, risulta elencata nell'Appendice I della Convenzione di Berna (sulla conservazione della vita selvatica e degli habitat in Europa) tra le specie floristiche particolarmente protette, rendendola un incontro assai prezioso e affascinante.
Così, preziosa e affascinante, è definibile anche la scoperta di qualche giorno fa nel Parco nazionale dello Stelvio da parte del ricercatore Bonari, che stava studiando la zona nell'ambito del progetto BIOmen finanziato dalla Libera Università di Bolzano, di cui è responsabile e che indaga gli effetti della conservazione nei parchi nazionali: "Il ritrovamento – racconta Bonari – sottolinea il ruolo strategico dei parchi nazionali per la tutela della biodiversità e l'importanza della conservazione in quest'epoca di rapide trasformazioni ambientali".
"Una ri-scoperta come quella di Botrychium matricariifolium è l’espressione concreta dell’impegno del Parco Nazionale dello Stelvio nella conservazione della natura e conferma il valore della ricerca condotta grazie alla collaborazione fra gli enti che vedono nella ricchezza di specie e biodiversità la chiave più importante per adattarsi al futuro", conclude.












