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| 16 ott 2022 | 15:15

Siccità, Poletti: “Non piove da 3 settimane, rischiamo di ‘perdere’ anche ottobre. Probabili effetti sulle falde acquifere il prossimo anno”

L’ingegnere ambientale e membro di Meteo Trentino Alto Adige Giacomo Poletti spiega a il Dolomiti la situazione attuale sul fronte siccità: “Non piove da quasi tre settimane (29 settembre ci fu l’ultima pioggia oltre i 10 mm a Trento) e non si vedono grossi cambiamenti per i prossimi giorni. Rischiamo di ‘perdere’ anche ottobre. Il 2022 è nelle primissime posizioni in tutta la Provincia per la carenza di piogge e le conseguenze, per quanto riguarda per esempio la falda acquifera dell’Adige, si vedranno anche il prossimo anno”

Vista verso Predazzo dal rifugio Torre di Pisa in Val di Fiemme a 2671 metri di quota. Foto di www.predameteo.it e www.meteo-system.com

TRENTO. “Ormai è da tre settimane che non piove con una certa abbondanza e non si vedono grossi cambiamenti all’orizzonte: a livello di umidità dei suoli siamo tornati vicini alla situazione di quest’estate, con terreni nuovamente asciutti in superficie e portate basse dei corsi d’acqua”. Sono queste le parole dell’ingegnere ambientale e membro di Meteo Trentino Alto Adige Giacomo Poletti, che sottolinea come in Trentino le precipitazioni in ottobre non abbiano superato i 2 millimetri su larga parte del territorio e che, sulla base dei modelli previsionali per la prossima settimana, il rischio sul fronte siccità sia di ‘perdere’ anche il mese di ottobre

 

“Fino a sabato prossimo – dice infatti Poletti a il Dolomitinon pioverà. Qualche goccia potrebbe cadere da domenica prossima ma, come detto, non si prevedono grossi cambiamenti. A questo punto direi che è probabile che ottobre finisca con un livello di precipitazioni molto più basso della media”. In termini numerici, dall’inizio del mese sul territorio provinciale sono caduti in tutto una manciata di millimetri di pioggia in alcune aree: 1-2 millimetri in Valsugana, sui 2 in Val di Non, 3 mm in Rendena e 7 mm in Primiero. Briciole, rispetto alle precipitazioni normali che per ottobre in Trentino si dovrebbero aggirare fra 90 e 160 mm a seconda delle zone

 

“Il grosso rischio – ribadisce l’esperto – è che si chiuda anche questo mese completamente in siccità. Se all’orizzonte infatti ci fossero situazioni di ‘sblocco’ i modelli comincerebbero a inquadrarle, ma al momento dobbiamo sperare di ‘raccattare’ al più quello che arriva da piccole perturbazioni, altro non si vede”. Sul fronte siccità, come più volte riportato da il Dolomiti, gli ultimi 12 mesi costituiscono un record e a questo punto, visto che la scarsità di piogge si registra ormai dall’autunno scorso, il rischio è che dal prossimo anno le conseguenze si vedano anche nelle falde profonde e di fondovalle

 

“Si tratta di falde - spiega Poletti – che reagiscono lentamente ai cambiamenti, con cicli anche pluriennali. Vista la situazione eccezionale che stiamo affrontando ormai dalla fine del 2021, è quindi probabile che, a meno di grandi cambiamenti negli ultimi mesi del 2022, gli effetti della siccità si vedranno a partire dal prossimo anno anche, per esempio, nella falda della Val d’Adige”. 

 

Sul fronte delle temperature poi, nei prossimi giorni è prevista per il Trentino una nuova ottobrata, con temperature nettamente al di sopra della media: “Le temperature finora in ottobre sono state alte – spiega Poletti – ma in effetti erano rimaste al di sopra della media, anche se di poco, pure a settembre. Tra lunedì e martedì sul nostro territorio la colonnina di mercurio arriverà anche sui 25 gradi, per poi scendere su valori più ‘normali’ per il periodo a partire da giovedì”.

 

La mancanza di perturbazioni e le alte temperature sono alla base anche della foschia che da giorni interessa parte del territorio provinciale: “Sopra i 2.500 metri di altitudine – conclude l’esperto – oggi il cielo è limpido, al di sotto invece, in valle, siamo immersi in una coltre di aria umida (e abbastanza “sporca”). In sé è un fenomeno che può capitare in autunno, ma è un’ulteriore conferma di quanto in questi giorni l’aria sia stagnante per la mancanza di perturbazioni”.

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