"Spettri rossi" (FOTO) nei cieli sopra i temporali? Ecco cosa sono i misteriosi Red Sprites apparsi sopra il Monte Bianco
In occasione dei temporali che hanno interessato il Nord Ovest sabato scorso, 28 maggio, il fotografo Didier Plassard ha catturato dei Red Sprites nell'area del Monte Bianco francese. L'esperta di Meteotrentino Erica Cova: "Si tratta di scariche elettriche ad alta quota che si verificano al di sopra dei temporali"

TRENTO. Per gli appassionati della serie targata Netflix potrebbero sembrare un brutto presagio arrivato direttamente dal 'Sottosopra' di Stranger Things: in realtà però, i 'filamenti' rossi fotografati il 28 maggio scorso nei cieli sopra l'area del Monte Bianco francese sono un fenomeno naturale noto, anche se ancora avvolto in parte nel mistero. Si tratta di Red Sprites (o 'spettri rossi') e a catturare la sensazionale scena è stato il fotografo Didier Plassard, con una serie di scatti che hanno fatto il giro del web.
Come spiega a il Dolomiti l'esperta di Meteotrentino Erica Cova, si tratta in sostanza di “scariche elettriche ad alta quota, che si verificano al di sopra dei temporali” e che possono raggiungere anche gli 80 chilometri di altitudine. In pratica, dice Cova: “Quando il temporale scarica a terra massa elettrica, può essere che richiami anche delle scariche più in alto”, dando quindi origine ai Red Sprites. Scariche che, a causa dell'azoto presente nell'atmosfera, acquistano una particolare tonalità che può variare dal rosso al blu in base alla quantità di gas presente.
“Sono difficilissimi da fotografare – prosegue Cova – perché durano pochissimo, sostanzialmente come dei lampi, ma è possibile osservarli addirittura dalla Stazione spaziale internazionale”. In questo caso in particolare il fenomeno si è verificato in concomitanza con i temporali che nella serata del 28 maggio hanno interessato anche l'Italia del Nord Ovest. “Probabilmente in questi scatti – dice l'esperta di Meteotrentino – il temporale era 'nascosto' dietro la montagna, in lontananza rispetto a dove è stata scattata la fotografia”.
Si tratta di fenomeni molto rari e ancora misteriosi: “Ma non deve stupire – conclude Cova – basti pensare per esempio che attualmente la distribuzione di carica all'interno delle nubi temporalesche (dalla quale si originano poi i 'normali' fulmini) è molto studiata, ma il fenomeno non è ancora del tutto chiaro”.












