Torna in libertà l'aquila reale che non riusciva più a volare perché avvelenata da piombo: ci sono voluti 3 mesi di cure
Il rapace era stato trovato da una cittadina a terra sulla neve, incapace di riprendere il volo. Portata al Centro di recupero della fauna di Trento e assistita dal personale della Lipu è stata curata dal saturnismo causato dal piombo contenuto nei proiettili dei cacciatori

VIGO DI FASSA. Ci sono voluti 3 mesi per rimettere in forze l'aquila reale recuperata nella neve di Soraga e avvelenata da piombo. Il maestoso rapace è stato liberato oggi in Val Monzoni ed è tornato nel suo ambiente naturale (siamo in una diramazione della Val di Fassa) ma il suo recupero è stato lungo e complicato.
Colpita da saturnismo come rivelato da il Dolomiti, pochi giorni dopo il ritrovamento, è stata curata dal personale del Centro di recupero della fauna di Trento della Lupu sino ad oggi quando è stata rilasciata dal personale del Corpo Forestale Trentino. Proprio loro erano intervenuti il 2 marzo a seguito di una segnalazione di una cittadina. L’aquila era stata trovata a terra, nei pressi della pista ciclabile, mentre tentava di camminare mantenendosi in equilibrio con le ali.
All’avvicinarsi del personale forestale aveva tentato di alzarsi in volo, ma senza successo, per cui era stata raccolta e trasportata immediatamente al Centro di recupero della fauna di Trento. Ad accoglierla, il personale della LIPU che gestisce la struttura per conto della PAT e si occupa del recupero di avifauna e piccoli mammiferi.
A seguito di accertamenti veterinari, è stata confermata l’ipotesi di saturnismo, avvelenamento da piombo. Si tratta di un’intossicazione che nel caso dei rapaci avviene prevalentemente per ingestione di parti di piombo contenute in carcasse o viscere di animali abbattuti. E nel caso dell'aquila in questione i livelli di piombo che aveva nel corpo erano elevatissimi tanto che il responsabile della Lipu Sergio Merz spiegava all'indomani delle analisi di essere molto preoccupato per il destino del rapace: “Non sappiamo cosa succederà”. Fortunatamente, però, le cose sono andate per il meglio e ora l'aquila è tornata a volare.
Il Servizio faunistico provinciale ricorda che se ci si imbatte in un animale selvatico apparentemente ferito o debilitato, non ci si deve avvicinare; va piuttosto contattato quanto prima il personale addetto, formato per valutare eventuali contesti in cui è necessario intervenire, o per fornire informazioni in merito a situazioni di possibile emergenza.


















