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| 19 apr 2025 | 11:27

Torna libera l'aquila reale trovata ferita nel giardino di una casa (FOTO e VIDEO): "E' stato un momento suggestivo. Aveva il saturnismo, curata in due mesi"

Il presidente della Provincia di Vicenza, Andrea Nardin: "Un momento suggestivo, ma non saremmo qui senza la professionalità della Polizia Provinciale e del Centro Recupero Rapaci"

MAROSTICA. E' tornata libera l'aquila reale soccorsa in un giardino. Scesa sul pollame, non era più riuscita a spiccare il volo. 

 

In queste ore è tornata a volare: "Uscita dalla gabbia, si è fermata a scrutare l’orizzonte, quasi a riprendere confidenza con una montagna da cui per due mesi era rimasta lontana", spiega la Provincia di Vicenza. "Il tempo di lasciarsi ammirare e poi è partita, ad ali spiegate, elegante dominatrice dei cieli vicentini".

 

Soccorsa il 26 febbraio scorso in un giardino di San Nazario di Valbrenta, per due mesi a prendersi cura di lei è stato Alberto Fagan, massimo esperto di rapaci e gestore del Centro Recupero Rapaci di Fimon (Vicenza). Gli era stata consegnata dagli agenti della polizia provinciale di Vicenza chiamati da Renato Campana, il quale ha raccontato che l’aquila era planata nel giardino dell’amico Luigi Campana. Talmente era bisognosa di cure, da affidarsi senza timore alle braccia di Luigi e da lasciarsi perfino accarezzare.

 

 

"Era debilitata - spiega Fagan - pesava solo 3,6 chili e aveva un leggero gonfiore sul gomito dell’ala destra, tanto da ipotizzare un trauma da urto. Per curarla al meglio, mi sono consultato con Mauro Delogu dell’Università di Bologna, specializzato in Scienze Mediche Veterinarie. E’ stata riscontrata un’anemia importante, dovuta, a detta del professore, a saturnismo, cioè intossicazione da ingestione di piombo, che può essersi accumulato negli anni a seguito di ingestione di selvaggina".

L’aquila è stata quindi trattata con prodotti a base di calcio. I primi giorni, racconta Fagan, non era neppure in grado di salire sull’appoggiatoio all’interno della voliera, tanto che è stato realizzato un appoggio a terra con un cippo in legno. Lentamente, grazie alle cure, si è rinforzata e, dopo un paio di settimane, ha cominciato a sollevarsi fino all’appoggiatoio.

Ora è tornata in forma e ha raggiunto l’autonomia, pertanto è arrivato il momento di rimetterla in libertà. Il luogo della liberazione è stato località Tortima, tra Marostica e Lusiana-Conco. “E’ un maschio adulto di circa vent’anni", prosegue Fagan. "Può tornare libero, ma dobbiamo tutelarlo in questi primi giorni in cui è più fragile. L’area di Rubbio è territorio di caccia, dove non avrà difficoltà a trovare prede di cui nutrirsi. L’area di San Nazario, dove con tutta probabilità aveva nidificato, potrebbe in sua assenza essere stata occupata da un altro esemplare: quando manca un membro della coppia in un sito riproduttivo, è naturale che un altro esemplare ne prenda il posto. In questo periodo di piena attività riproduttiva, il nuovo “occupante” potrebbe essere molto aggressivo nella difesa di quello che è diventato il suo territorio, pertanto liberare l’aquila in quella zona l’avrebbe messa in serio pericolo". 

La liberazione dell’aquila "è un momento di straordinaria suggestione - commenta il presidente della Provincia Andrea Nardin - ma è solo l’atto finale di un percorso che ha richiesto grandi professionalità e conoscenze: della Polizia Provinciale in primis, a cui è stato affidato il rapace una volta recuperato, e di Alberto Fagan e del Centro Recupero Rapaci di Fimon, centro di eccellenza del nostro territorio con cui la Provincia di Vicenza collabora da decenni nella gestione della fauna selvatica ferita. Una sinergia vincente".

 

 

Tra i protagonisti di questa bella storia a lieto fine "c’è Renato Campana. A lui si deve il primo supporto all’aquila ferita. Campana è un cacciatore di lungo corso, un vero cacciatore, rispettoso della natura e dei suoi equilibri. Grazie alla sua esperienza la Polizia Provinciale di Vicenza ha potuto intervenire in tempi rapidi, così da permettere la completa guarigione dell’aquila", dice il vice presidente della Provincia Moreno Marsetti, mentre Roberto Ciambetti, presidente del Consiglio regionale Veneto, conclude: "Come Regione Veneto finanziamo i Centri di Recupero Rapaci, come quello di Alberto Fagan che è un punto di riferimento nazionale. Oggi abbiamo visto il risultato dell’esperienza e della professionalità di Fagan, con un’aquila che è tornata a volare sopra le nostre montagne. Ringrazio anche l’amico Renato Campana per la sensibilità che sempre dimostra verso i temi ambientali e faunistici".

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