Trento approva la mozione sulle assemblee cittadine per il clima. Fernandez: "Aggiungere gli strumenti partecipativi fa bene alla democrazia"
Il Consiglio comunale ha approvato la mozione presentata dai consiglieri Andreas Fernandez, Nicola Serra, Federico Zappini e Andrea Maschio. Trento si impegna a promuovere un percorso collaborativo e di co-progettazione che coinvolga tutti gli stakeholders interessati che porti all'attivazione delle Assemblee di cittadine e cittadini per il clima

TRENTO. Le assemblee cittadine sul clima verranno attivate. Questo è l’impegno che si è preso il Comune di Trento.
Dopo aver apportato delle modifiche al testo, la mozione, presentata dai consiglieri Andreas Fernandez, Nicola Serra, Federico Zappini e Andrea Maschio è stata approvata in Consiglio comunale. “Crediamo da questo punto di vista ci possa e ci debba essere un impegno trasversale – sostengono – una curiosità collettiva nell'immaginare insieme come affiancare alle forme rappresentative delle democrazie altri modi per pensare e fare insieme partecipazione. E' un'opportunità da non farci scappare”.
La cornice in cui si inserisce la mozione prende in considerazione la crisi ambientale per cui anche il Comune aveva dichiarato l'emergenza nel 2019. Non solo, anche "la pericolosa frattura esistente tra istituzioni e cittadinanza, che impone urgentemente di riconnettere l'alto e il basso, il dentro e il fuori, i rappresentanti e le rappresentati in nome di un migliore funzionamento della democrazia".
Partendo dagli istituti di partecipazione e delle circoscrizioni, già presenti nello Statuto comunale, Trento si impegna a promuovere un percorso collaborativo e di co-progettazione che coinvolga tutti gli stakeholders interessati (istituzioni, università, istituti di ricerca, fondazioni, associazioni, soggetti economici e sociali, movimenti di cittadine e cittadini) che porti alle definizione, con tempi indicativi di 8-12 mesi, delle linee guida per l'attivazione e la gestione delle Assemblee di cittadine e cittadini per il clima.
In occasione della discussione della mozione, il 5 aprile scorso, sono intervenuti fuori dal Comune gli attivisti di Extinction Rebellion Trentino, i primi che hanno sollecitato i consiglieri a inserire nello Statuto comunale le assemblee cittadine, seguendo l’esempio di Bologna.
"Il deliberato della mozione – sostiene Zappini – ci offre una grande possibilità di confronto e di co-progettazione nel momento in cui riusciremo a coinvolgere le istituzioni che temporaneamente rappresentiamo, le realtà cittadine che di clima e partecipazione si occupano, gli esperti che della transizione ecologica conoscono teoria e applicano le pratiche, le singole cittadine e i singoli cittadini più o meno coinvolte e coinvolti che in questo modo si sentiranno maggiormente protagonisti della vita amministrativa e comunitaria".
Un dibattito molto acceso quello in aula, che ha trovato forte opposizione da parte delle destre: “Il fatto che il dibattito sia stato molto acceso – dichiara Fernandez – con le destre sugli scudi e con delle perplessità anche fra alcuni consiglieri della maggioranza, non è per forza una cosa negativa. Si parte da qui per fare manutenzione dei processi democratici”.
Le Assemblee si fondano su processi di democrazia partecipativa che coinvolgano cittadine e cittadini su quei provvedimenti che riguardano le azioni necessarie ad affrontare le problematiche complesse connesse al contenimento del riscaldamento globale, alla salvaguardia della biodiversità, alla riduzione dello sfruttamento delle risorse, all'implementazione dei processi economici e industriali sostenibili, alla riduzione delle diseguaglianze sociali.

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