Contenuto sponsorizzato

Troppi cervi nel Parco dello Stelvio, via libera della Pat al piano di controllo: ''Si favorisce la biodiversità''

Via libera al Piano di controllo del cervo nel Parco nazionale dello Stelvio. Gli ungulati, tra i 1.000 e i 2.000 esemplari, sarebbero troppi tanto da determinare una “perdita di biodiversità legata all’elevata densità della popolazione"

Pubblicato il - 25 novembre 2022 - 15:32

PEIO. Semaforo verde della Provincia al Piano di controllo del cervo per il settore trentino del Parco nazionale dello Stelvio. La decisione ha come obiettivo, spiega piazza Dante, quello di ricomporre gli squilibri ecologici causati dai numerosi cervi presenti all’interno dei confini del Parco nazionale dello Stelvio-Trentino, in un arco di tempo di almeno 5 anni.

 

"I contenuti del Piano - spiega l'assessore Tonina - sono noti e sono stati valutati positivamente dagli organi scientifici competenti e approvati nei suoi obiettivi e contenuti generali dal Comitato provinciale di coordinamento e indirizzo del Parco. Sono stati inoltre condivisi con le comunità locali nel corso di incontri che ci hanno consentito di illustrare il nostro approccio e condividere la strategia di gestione, definita conformemente agli esiti dei monitoraggi effettuati nel 2022 e alle indicazioni degli esperti, quindi in maniera equilibrata e sostenibile. E' stato avviato da parte della Fondazione Edmund Mach il corso di formazione, in collaborazione con l'Associazione cacciatori trentini, rivolto a chi gestirà la fase dei prelievi, per acquisire la qualifica di 'coadiuvante'. In calendario abbiamo ancora le fasi finali del corso in materia di igiene e sanità, per arrivare quindi alla conclusione del percorso. L'avvio dei prelievi è previsto per la sessione di gennaio-febbraio, verificato in ogni caso l'andamento della stagione metereologica e gli eventuali effetti sulla consistenza di cervi nel Parco. Quello che ci proponiamo di fare è in linea con quello già posto in essere a suo tempo nei settori altoatesino e lombardo del Parco: favorire la convivenza fra la fauna selvatica e l'ambiente e fra le diverse specie, in maniera scientificamente corretta e attenta alle esigenze della biodiversità".

 

Il piano annunciato nei mesi scorsi è stato approvato. Questi ungulati, tra i 1.000 e i 2.000 esemplari, sarebbero troppi tanto da determinare una “perdita di biodiversità legata all’elevata densità della popolazione”. Così con l’obiettivo di “mitigare e ridurre gli squilibri ecologici” si prevede, nei primi due anni, il prelievo di una cifra compresa fra i 100 e i 180 esemplari all’anno, che verrà realizzato in collaborazione con l’Associazione cacciatori trentini e sotto il coordinamento e il controllo dell’ente Parco e del Corpo forestale trentino (Qui articolo).

 

Formazione e divulgazione

Le prime due fasi di corso per personale "coadiuvante" (così chiamato perché coadiuva l'autorità pubblica nella realizzazione del Piano) e "persona formata", ai sensi delle disposizioni in materia di igiene dei prodotti alimentari, che hanno visto la partecipazione di 109 iscritti, si stanno concludendo. Oltre alla formazione del personale, nella consapevolezza che questo tema è importante e delicato, la Provincia si è impegnata da subito anche nelle iniziative di comunicazione, per fornire ai cittadini e soprattutto alle comunità interessate  le informazioni fondamentali per comprendere le motivazioni alla base del Piano.

 

Sono state condivise le informazioni raccolte in 30 anni di monitoraggi e ricerche da parte del Parco, che hanno permesso di quantificare gli effetti della presenza di cervi sull’ecosistema, sulle attività economiche e sulle altre specie presenti. Gli esperti del Parco dello Stelvio sono stati coinvolti in incontri specifici dedicati ai media e incontri pubblici con le comunità. In particolare sono state organizzate due serate: una a Peio e una a Rabbi dove erano presenti anche i rappresentanti delle amministrazioni locali e numerosi cittadini, oltre al personale  che gestisce il settore trentino del Parco nazionale. Il Parco aggiornerà la cittadinanza sul prosieguo dell'esperienza anche tramite le informazioni pubblicate sugli strumenti social e un’apposita sezione sul sito web del Parco. Sono previsti inoltre ulteriori incontri per il pubblico, anche a Trento, per continuare ad affrontare un  tema delicato  e sensibile quale è quello della gestione della fauna selvatica, in particolare in un'area protetta. 

 

Il Piano in sintesi

Il “Piano di Conservazione e gestione del cervo nel Parco Nazionale dello Stelvio – Trentino 2022-2026”, predisposto dai responsabili del Coordinamento scientifico del Parco nazionale dello Stelvio, definisce le azioni da realizzare sulla base del lavoro di monitoraggio scientifico svolto dal Parco Nazionale dello Stelvio-settore trentino, in coordinamento con il settore altoatesino e lombardo. Il Piano prevede nei primi due anni un prelievo in controllo sperimentale di circa 100-180 cervi all’anno, che verrà realizzato con la collaborazione dell’Associazione cacciatori trentini e sotto il coordinamento e il controllo del Parco e del Corpo Forestale Trentino.

 

Gli effetti e gli impatti generati dall’alta densità di cervi all’interno del Parco – una cifra variabile con gli anni tra i 1.000 e i 2.000 individui nel periodo estivo e autunnale - sono in sintesi: il forte impatto generato dal brucamento sul patrimonio forestale (le gemme delle piantine di rinnovazione); la semplificazione e riduzione dello strato arbustivo e del sottobosco nelle aree di forte concentrazione invernale con gli effetti a cascata sulla biodiversità forestale; gli impatti sui prati a sfalcio, su cui il cervo si alimenta nei mesi primaverili (che causano ammanchi di fieno di circa il 20-30%); i fenomeni di competizione con il camoscio e il capriolo, che hanno visto una significativa riduzione di queste specie a favore del cervo. 

 

Già nel 2008 era stato redatto e approvato  un progetto che prevedeva anche la realizzazione di abbattimenti di controllo all’interno dell’area protetta, per ridurre gli squilibri ecologici accertati. Successivamente, anche per effetto di alcuni eventi meteorologici che avevano di fatto consentito di avvicinarsi agli obiettivi di riduzione del numero di esemplari presenti nel Parco in maniera naturale, il Piano era stato accantonato. Nel frattempo la popolazione di cervo nel Parco è tornata a crescere, raggiungendo nuovamente nel 2017 la soglia dei 2.000 cervi nel Parco (circa 3.000 nell’intera Val di Sole). A oggi (2022), la stima della consistenza primaverile del cervo nell’intera Unità di gestione Pns–Val di Sole è di circa 2.900 cervi; nel Parco è di circa 1.600 individui.

 

Il Piano è stato sottoposto al parere dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) e dell'Osservatorio faunistico provinciale e la sua attuazione sarà soggetta a monitoraggio periodico sia per apportare eventuali correttivi in riduzione in funzione dell'andamento del controllo o del verificarsi di eventi naturali particolari che possono influenzare le dinamiche della specie.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Economia
29 gennaio - 05:01
Il punto sulle Olimpiadi in val di Fiemme. L'assessore Failoni: "I bandi entro l'estate per avere tutto il 2024 per completare i lavori e farsi [...]
Ambiente
28 gennaio - 20:19
Il vice presidente della Comunità del Garda ha commentato l'andamento dei livelli delle acque del lago dello scorso anno: "Sono state [...]
Politica
28 gennaio - 18:23
La presidente di Itea e candidata presidente della Provincia di Trento per Fratelli d'Italia è stata eletta nella Giunta esecutiva nazionale di [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato