Contenuto sponsorizzato
Trento
28 ottobre | 20:59

Studio sulla carne dei cervi abbattuti nel Parco dello Stelvio affidato all'Università di Milano: "Focus sulle caratteristiche nutrizionali e la verifica dell'igiene"

Affidato dalla Provincia autonoma di Trento all'Università di Milano uno studio su qualità e sanità della carne dei cervi abbattuti nel Parco Nazionale dello Stelvio trentino

TRENTO. Una collaborazione tra la Provincia autonoma di Trento e l'Università degli Studi di Milano per portare avanti un progetto pluriennale di valutazione della qualità e della "igiene" della carne dei cervi abbattuti nel Parco Nazionale dello Stelvio trentino. 

 

Questo quanto avviato nei giorni scorsi a seguito della determina di affidamento dell'incarico firmata dalla dirigente del servizio sviluppo sostenibile e aree protette Angiola Turella.

 

Va ricordato che dal 2022 è attivo un piano di prelievo per il controllo del cervo all'interno del parco con l’obiettivo di “ricomporre squilibri ecologici”, anche attraverso la diminuzione numerica della popolazione, con il raggiungimento e mantenimento di un numero complessivo (primaverile) di circa 900 cervi nel Parco.

 

I capi vengono abbattuti ciclicamente da personale opportunamente formato, ma la Provincia ha voluto alzare l'asticella ed ha avviato un progetto pluriennale per la valutazione della qualità e sanità delle carni dei cervi abbattuti, condiviso con l’Istituto Zooprofilattico delle Venezie, l’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari e l’Università degli Studi di Milano - dipartimento di Medicina veterinaria e Scienze Animali. Proprio con l'Università lombarda ora il rapporto diventa ancora più stretto

 

"Per quanto concerne la qualità - si legge nella determina - vengono effettuate analisi su campioni di carni prelevate dai capi abbattuti allo scopo di indagare le caratteristiche nutrizionali e il profilo acidico. Le carni di selvaggina sono considerate alimenti salutari, per gli alti valori nutrizionali e le peculiari proprietà organolettiche, inoltre il loro consumo può anche assumere un valore etico ed ecologico in quanto alimento con una ridotta impronta ecologica. Lo studio intende verificare se le carni dei cervi selvatici del Parco nazionale dello Stelvio trentino presentano caratteristiche nutrizionali analoghe a quelle di altre popolazioni studiate, in particolare per il profilo acidico (omega 3 e omega 6, acidi grassi polinsaturi), e, soprattutto, mettano in luce l’esistenza o meno di differenze significative rispetto alle carni di animali allevati". 

 

Per quanto riguarda invece la sanità delle carni lo studio "pone attenzione alle pratiche di abbattimento, alla gestione delle spoglie, ed ha avviato un piano di monitoraggio specifico per la verifica dell’igiene delle carcasse conferite al Centro di Lavorazione della Selvaggina (conta carica batterica ed enterobatteri, presenza di Salmonella sp., presenza Listeria monocytogenes e presenza Escherichia coli Stec). Si ritiene utile proseguire nell’attuazione dello studio al fine di accrescere la sicurezza alimentare delle carni e incentivare la filiera locale di produzione di carne di alta qualità. I risultati di questo studio, saranno fonte per pubblicazioni scientifiche e verranno inseriti nei prossimi report di sintesi annuali del Progetto Cervo e del Piano di Controllo". 

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 24 maggio | 22:03
Trasferito in gravissime condizioni all'ospedale dopo l'incidente con un'auto, Roberto Forzini è purtroppo morto
Cronaca
| 24 maggio | 21:39
Nella nuova puntata della rubrica "Sarò Franco" Franco Bragagna su il Dolomiti parla degli Enhanced Games, dell'Fc Südtirol e di Mattia [...]
Economia
| 24 maggio | 21:04
Prime somme per la 21esima edizione del Festival dell'Economia: "I numeri più alti di sempre: 45mila presenze di pubblico, 830 relatori, 350 [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato