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Belluno
29 marzo | 10:36

"Si spara contro i cervi solo come extrema ratio", via al piano primaverile contro i danni ai campi degli ungulati

Stop ai danni dei cervi ai campi coltivati: è stato approvato in questi giorni il piano di controllo primaverile degli ungulati. Sarà valido da marzo a maggio e ha come obiettivo quello di evitare che branchi di cervi distruggano i germogli delle colture

di Redazione

BELLUNO. La Provincia di Belluno ha approvato un piano di controllo primaverile degli ungulati, attivo da marzo a maggio, per proteggere i germogli delle colture dai cervi.

 

La misura risponde alle richieste degli agricoltori, colpiti dalla distruzione dei primi raccolti. "Si tratta di una misura che è nata in seno al Tavolo verde, e che raccoglie le esigenze palesate dal mondo agricolo, dando una risposta concreta", spiega Silvia Calligaro, vice presidente della Provincia con delega all’agricoltura.

 

"Nei mesi scorsi infatti abbiamo ascoltato le associazioni degli agricoltori e abbiamo messo in campo misure che possano andare incontro alle necessità delle aziende agricole in un periodo dell’anno in cui gli sforzi delle imprese del settore primario rischiano di essere vanificati in pochi giorni, se i cervi mangiano i primi germogli. Il piano di controllo primaverile del cervo è puntiforme, non numerico e si attua solo su danni accertati, a opera di operatori qualificati e sotto il rigido controllo della polizia Provinciale".

 

Significa che il piano viene attivato solo con la denuncia di danni e a seguito di accertamento e verifica da parte della polizia provinciale. Non è un piano di abbattimenti, per cui vengono messe in atto tutte le forme di dissuasione possibile laddove venga accertato un danno. Si parte dalla posa di recinzione attorno ai campi, dove è fattibile, per arrivare a segnali luminosi e sonori. Solo come extrema ratio è previsto lo sparo su singoli esemplari di cervi.

 

"L’obiettivo è spostare le popolazioni di cervi per allontanarli dai campi coltivati", sottolinea Calligaro. "Proprio per questo gli interventi vengono eseguiti in maniera puntiforme. È un modo per dare una mano agli agricoltori, nella consapevolezza che in montagna è quanto mai necessario un forte lavoro di squadra che consenta al settore primario di resistere e svilupparsi, anche in funzione di controllo e cura del territorio, per contrastare lo spopolamento".

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