Allarme pesci siluri nel Garda: decine di esemplari filmati a riva (IL VIDEO) e uno morto fotografato che galleggia al largo
Questi pesci sono alieni e invasivi per le acque dei nostri laghi e fiumi. Divorano la fauna autoctona e con l'aumentare delle temperature hanno sempre più vita facile nel colonizzare nuovi ambienti

DESENZANO. Tanti, decisamente troppi. I pesci siluro nel Garda, soprattutto nel Basso Garda, stanno diventando davvero un problema. Lo sono da quando sono comparsi (circa 8 anni fa) perché specie aliena, che può pesare anche più di 100 chili, e stermina i pesci autoctoni dimostrandosi capace di colonizzare fiumi e laghi italiani con una facilità sconcertante. Negli scorsi giorni sulla pagina Amici della Tirlindana del Basso Garda sono comparsi in un video e delle foto.

Le foto mostrano un siluro morto che galleggia nelle acque tra il Vò di Desenzano e il Lido di Lonato. Il video riprende una decina di siluri che si muovono nell'acqua bassa, bassissima, della riva. Non proprio uno spettacolo piacevole se ci si dovesse trovare a sguazzare con l'acqua alle ginocchia avendo intorno questi bestioni d'acqua dolce. Tra i pescatori c'è chi spiega queste immagini addirittura con la fregola (il periodo in cui avviene la deposizione delle uova nell'acqua da parte delle femmine) anche se si sarebbe già fuori stagione.
Quel che è certo è che queste immagini documentano una presenza davvero importante. Il pesce siluro è arrivato nel Lago di Garda ormai da almeno 8 anni Tre anni fa la lettera alle Province di Trento, Verona e Brescia dell'Unione Pescatori Sportivi del Garda in cui scriveva che ''la pericolosità del silurus glanis e della sua diffusione è ormai un fatto universalmente e tristemente conosciuto. È ormai acclarato sotto tutti i punti di vista che la sua deleteria presenza nei bacini interni nazionali sia una autentica garanzia di estinzione per molte forme di vita lacustre e fluviale ed un accertato rischio per la fauna autoctona di laghi e fiumi. Sottolineiamo anche che lo stesso Wwf si è apertamente schierato contro la presenza, la diffusione e la proliferazione del pericoloso siluride nei nostri bacini interni ritenendolo anch’esso una autentica minaccia nei confronti della fauna subacquea locale''.
E proseguivano aggiungendo che ''la diffusione del siluro europeo nel bacino del lago di Garda sta tristemente progredendo con preoccupante rapidità''. E sulla questione abbiamo chiesto un parere anche al Wwf Bergamo-Brescia: ''È comprensibile che la sorte individuale di un animale possa destare commozione e meritare gli onori della cronaca. Resta tuttavia l’esigenza di far comprendere a tutti, a cominciare da chi per passione frequenta più di altri i fiumi e i laghi, come i pescatori, l’importanza di preservare la fauna autoctona e la biodiversità, messa seriamente a rischio ogni volta che si immette in natura un animale del tutto estraneo al nostro ambiente.''
''Il 62% dei pesci presenti nei nostri fiumi e laghi è rappresentato da specie alloctone - spiega il Wwf Bergamo Brescia -. Pertanto, i pesci come l’alborella, la rovella, il triotto, il vairone italico e ancora, barbo canino e tiberino, savetta, lasca, carpione del Garda, carpione del Fibreno, trota marmorata, rischiano la sopravvivenza o sono già state sopraffatte dai pesci “alieni”. In Italia il siluro è stato introdotto come preda per la pesca sportiva e fino ad oggi era largamente presente nel Po, nell’Adige e in alcuni fiumi del centro Italia dove ha creato e sta creando danni alla fauna ittica locale. Da anni segnalato anche nel basso lago di Garda dove ha trovato un habitat positivo riproducendosi soprattutto nelle zone di canneto in acque basse. Ricordiamo che liberare specie aliene è vietato e dannoso, nel caso vengano pescati pesci siluro ci sarà da avvisare l'ente competente della propria provincia''.












