"America Latina tra i luoghi più colpiti dalla crisi climatica", le attiviste Sara, Alice e Odi: "Documenteremo gli effetti del cambiamento"
Tempeste tropicali, uragani, alluvioni, colate di fango provocano disastri ambientali che riducono in povertà estrema fino a due milioni di persone l'anno. Le attiviste: "Con l’aumento di eventi estremi e il collasso della biodiversità, le donne sono costrette a impiegare più tempo per garantire alla famiglia i beni primari; questo lascia loro meno opportunità per l’educazione o il lavoro retribuito. La crisi climatica non fa che acuire le disparità di genere"

TRENTO. L’America Latina è uno dei luoghi più colpiti dalla crisi climatica. Tempeste tropicali, uragani, alluvioni, colate di fango provocano disastri ambientali che riducono in povertà estrema fino a due milioni di persone l'anno. Deforestazione, innalzamento e acidificazione degli oceani, erosione delle coste hanno conseguenze disastrose anche sull'ecosistema e sulla biodiversità: si prevede entro fine decennio un crollo di più del 20% nella produzione agro-alimentare, coperto per il 70% da donne.
Con l’aumento di eventi estremi e il collasso della biodiversità, le donne sono costrette a impiegare più tempo per garantire alla famiglia i beni primari; questo lascia loro meno opportunità per l’educazione o il lavoro retribuito. La crisi climatica non fa, dunque, che acuire le disparità di genere.
E' questa realtà che cercheranno di documentare Sara Segantin, Alice Franchi e Magdalene Pellegrin, le tre giovanissime attiviste ideatrici del progetto “Diritto a REsistere”.
Qual è il contesto che vi attende in America Centrale? I cambiamenti climatici quanto stanno impattando sulle comunità locali?
È difficile dirlo da qui, perché le notizie che ci arrivano non sempre sono vere. L’economia dei Paesi che visiteremo è piuttosto fragile e la crisi climatica non fa che aggravare una situazione che è di per sé già abbastanza critica. Sappiamo che in queste zone le catastrofi climatiche – destinate ad essere sempre più frequenti e violente – riducono in povertà estrema più di due milioni di persone all’anno. Eppure non sono quelli i Paesi più responsabili delle emissioni; è di nuovo il peso dell’ingiustizia che grava sulle spalle dei più vulnerabili.
Attraverserete Messico, Guatemala, Belize, El Salvador, Honduras, Nicaragua, Costa Rica e Panama, per documentare i cambiamenti avvenuti in termini di biodiversità e raccontare storie di persone e comunità che si battono per i diritti della propria terra. Come siete entrate in contatto con le realtà che andrete ad incontrare?
Abbiamo fatto una ricerca infinita. È stato frutto di ore passate davanti al computer, di chiamate con chi poteva avere dei contatti in Centro America, di assiduo lavoro per mettersi in contatto con queste realtà e trovare informazioni su di loro. I governi di alcuni Paesi scoraggiano le Ong e per questo motivo molte non hanno nemmeno un sito internet. Le abbiamo conosciute attraverso altre cooperative e associazioni che ce ne hanno parlato. C’è stata molta collaborazione per riuscire a scovare queste piccole perle di sviluppo sostenibile che quotidianamente sono esempio per il loro Paese e per l’intera comunità mondiale.
Come sarà l'itinerario? Quali difficoltà o pericoli presenta?
Arriveremo a Cancun e da lì inizieremo a spostarci verso sud. Attraverseremo il Belize e ci muoveremo verso il Guatemala, per poi arrivare a El Salvador. Transiteremo in Honduras per incontrare una cooperativa che si occupa di caffè e poi raggiungeremo il Nicaragua, dove trascorreremo il Natale. Con l’inizio dell’anno nuovo entreremo in Costa Rica e ci avvicineremo all’ultima tappa del nostro viaggio, Panama, da cui prenderemo l’aereo di ritorno verso la fine di gennaio. Non sappiamo bene quali mezzi pubblici useremo poiché da qui non è facile trovare i collegamenti, ma speriamo di avere un quadro più chiaro una volta arrivate là.
Qual è la condizione delle donne nei Paesi dove andrete?
È difficile dare una visione d’insieme. Tra gli stati che visiteremo ci sono Paesi che stanno lavorando più dell’Italia per raggiungere la parità di genere – nel Global gender gap report del 2023 il Nicaragua si trova al 7esimo posto, preceduto dai paesi scandinavi e dalla Germania, mentre l’Italia al 79esimo – ma ci sono anche realtà repressive e discriminatorie. Con Diritto a REsistere documenteremo quello che vedremo, raccontando le storie delle donne che ogni giorno combattono per esistere e si rendono così protagoniste del cambiamento.












