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Fieno e mele lasciati sulla porta di casa per 'sfamare' cervi e caprioli. La Provincia: "Pratica dannosa per i selvatici ma anche in termini di sicurezza stradale"

L'abitudine di lasciare sulla porta di casa fieno e frutta per cervi e caprioli è sempre più diffusa, come segnalato alla polizia provinciale da diversi sindaci, che hanno registrato nei loro territori ripetuti casi di somministrazione volontaria di cibo agli animali selvatici da parte dei cittadini. Azioni che, si spera, verranno contrastate grazie ad una nuova campagna provinciale 

Foto archivio
Di S.D.P. - 29 novembre 2023 - 11:06

BELLUNO. Cervi e caprioli sulle strade e nei centri abitati, in particolare in inverno, costituiscono potenziale problema per la sicurezza. Per prevenire disagi, vi sono alcune azioni da evitare, come la somministrazione di cibo, che costituisce fonte di attrazione per i selvatici.

 

Proprio per questo la Provincia di Belluno ha lanciato una campagna di sensibilizzazione, che punta a fare sì che si eviti tale pratica. Proprio in questi giorni, a tutti i Comuni è giunta una missiva nella quale sono presenti alcune indicazioni di carattere generale e nella quale si sottolinea la dannosità della somministrazione di cibo, non solo in termini di sicurezza stradale, ma anche per il benessere degli animali selvatici, come indicato anche da Ispra.

 

Ciononostante, l’abitudine di lasciare sulla porta di casa fieno, mele e altra frutta per cervi e caprioli, soprattutto d’inverno, è sempre più diffusa, come segnalato alla polizia provinciale da diversi sindaci, che hanno registrato nei loro territori ripetuti casi di somministrazione volontaria di cibo agli animali selvatici da parte dei cittadini.

 

Gli animali, abituati a trovare di che sfamarsi nei centri abitati, sono infatti portati ad avvicinarsi sempre più spesso alle case, attraversano le strade anziché stare nel loro ambiente naturale. Oltre a ciò vi sono anche rischi di tipo sanitario, visto che il cibo lasciato a terra per attirare un cervo o un capriolo potrebbe essere mangiato anche da molte altre specie, come ad esempio ratti, piccioni o volpi, considerati potenziali vettori di malattie trasmissibili all'uomo e agli animali domestici.

 

Tra gli elementi segnalati nella campagna di sensibilizzazione della Provincia non manca anche la presenza del lupo. I tecnici della polizia provinciale rilevano infatti come i siti di alimentazione artificiale per ungulati potrebbero diventare dei punti di attrazione per il predatore, rappresentando aree di concentrazione di prede altamente prevedibili nello spazio e nel tempo, con conseguenze negative sulla coesistenza con le attività umane.

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