Gli ecologisti del Gruppo d'Intervento Giuridico contro la Provincia di Bolzano: ricorso alla Commissione Europea per la legge anti lupo
"Sono 30 i lupi presenti in Alto Adige e, nel 2021, i danni ammontavano a 54.200 euro, poche decine di migliaia di euro per il territorio più ricco di risorse pubbliche in Italia", sottolinea il GrIG, che ricorda come una precedente istanza abbia obbligato la Provincia a rimuovere i cartelli anti lupo

BOLZANO. L'associazione ecologista Gruppo d'Intervento Giuridico contro la Provincia Autonoma di Bolzano. Nei giorni scorsi il GrIG ha inoltrato un'istanza alla Commissione Europea e chiesto l'apertura di una procedura di infrazione in relazione alla legge provinciale numero 10 del 2023, che prevede l'abbattimento di esemplari di lupo per la protezione dei pascoli nelle malghe.
Il GrIG sostiene che “nonostante la presenza di forti contributi pubblici, c'è ben poca voglia di realizzare recinzioni anti lupo, assumere cani da guardia, predisporre ricoveri notturni. E' più comodo mantenere la situazione attuale, ben sostenuta da fondi pubblici, eppure – anche sulle Alpi – con gli opportuni accorgimenti, gli allevamenti e i lupi possono coesistere senza particolari problemi”.
Secondo i dati forniti dalla Provincia Autonoma di Bolzano gli esemplari di lupo presenti sul territorio sono circa una trentina e “nel 2021 – prosegue il GrIG – i danni causati da attacchi al bestiame sono stati compensati con un importo di 54.200 euro. Poche decine di migliaia di euro di danni dichiarati, accertati e risarciti per il territorio più ricco di risorse pubbliche in Italia”.
La nota del GrIG ricorda inoltre come “su nostra istanza, il Commissariato di Governo per la Provincia di Bolzano ha avviato le operazioni di rimozione e sanzione degli assurdi e demenziali cartelli e striscioni anti – lupo presenti lungo le strade dell'Alto Adige. Si ricorda che qualora non venga rispettata la normativa comunitaria, la Commissione Europea avvia una procedura d'infrazione che può portare a una sanzione pecuniaria commisurata alla gravità della violazione e al periodo di durata. Ovviamente gli amministratori e/o funzionari pubblici che hanno compiuto gli atti che hanno sostanziato l’illecito comunitario possono risponderne in sede di danno erariale".
“E per quale curioso motivo i contribuenti dovrebbero pagare i deliri anti lupo i questi amministratori pubblici e dei loro accoliti?” concludono gli ecologisti.












