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| 06 ott 2023 | 11:20

"I bidoni anti-orso? Funzionano con i dovuti accorgimenti" (VIDEO), il Parco d'Abruzzo: "Sulla convivenza dobbiamo lavorarci tutti insieme"

Il Parco d'Abruzzo: "Al netto delle strumentalizzazioni spesso promosse da più voci il sistema sperimentato e implementato, se correttamente utilizzato, ha funzionato e funziona, come dimostrato diverse volte e come risulta chiaramente dal video di una fototrappola posta proprio per testare la funzionalità. Non smetteremo mai di dire che sulla convivenza dobbiamo lavorare tutti insieme: ognuno deve fare la propria parte altrimenti sarà impossibile per qualunque Ente operare il miracolo"

LECCE NEI MARSI. Il Parco nazionale d'Abruzzo torna a parlare di orsi e rifiuti urbani. Nelle ultime settimane, infatti, hanno continuato a circolare sui social foto e video di plantigradi che si avvicinano ai paesi e in particolare ai cassonetti della spazzatura in cerca di cibo: "Tali episodi - fa sapere l'Ente - sono stati, per fortuna, circoscritti, almeno per l'area Parco, ai Comuni di Lecce nei Marsi, Scanno e a Villetta Barrea. Come già più volte comunicato, i rifiuti solidi urbani possono essere, al pari di orti, pollai e frutteti, un elemento di forte attrazione per gli orsi", viene premesso in un post condiviso sui social.

 

Quella degli orsi e dei rifiuti urbani è una questione che da qualche tempo ha dato il via ad un dibattito più che mai polarizzato. Se secondo alcuni il problema esiste ed è 'diffuso', secondo il Parco "tale criticità è sempre stata estremamente rara all'interno della popolazione di orsi bruni marsicani. Emerse per la prima volta in assoluto ai tempi dell'orsa Yoga, sul finire degli anni '90, per poi verificarsi nuovamente nel 2021 e nel 2022 a Roccaraso, Comune del Parco Nazionale della Maiella, con Carrito e questa estate a Lecce nei Marsi e a Villetta Barrea". 

 

"All'interno dei Comuni del Parco - si legge ancora nel post - la problematica ha riguardato principalmente i bidoni della raccolta differenziata delle attività della ristorazione. Per i mastelli delle abitazioni private, invece, il problema è stato da subito arginato attraverso l'adozione da parte del Comune di ordinanze sindacali che imponevano l'esposizione dei mastelli al mattino, adeguando di conseguenza anche gli orari delle operazioni di raccolta". 

 

I referenti del Parco d'Abruzzo tengono poi a far notare che "nessun Parco nazionale ha competenze per intervenire sulla gestione dei rifiuti, di competenza degli stessi Comuni o delle municipalizzate, e sono dunque queste ultime a scegliere, acquistare e fornire ai cittadini e alle aziende i mastelli e i bidoni per la raccolta dei rifiuti".

 

Si dovrebbe quindi, secondo l'Ente, semmai agire insieme alle Amministrazioni comunali: "Nel 2022, a seguito delle molteplici criticità fatte emergere dall'esperienza di Carrito a Roccaraso, il Parco si era fatto carico di un intervento straordinario per la messa in sicurezza di queste strutture in alcuni Comuni, intervenendo con fondi propri in 36 postazioni, un sistema di messa in sicurezza sperimentale per i bidoni della differenziata utilizzati dalle attività commerciali. Il tutto non avendo risorse adeguate per acquistare e installare i famosi bidoni antiorso di derivazione nordamericana, la cui efficacia è provata, ma il cui costo unitario di circa 500 euro cadauno è proibitivo, soprattutto se pensato per tutti i bidoni della differenziata e non solo per quelli dell’'umido".

 

Un sistema che prevede il blocco delle batterie di bidoni della spazzatura "grazie ad un sistema con sbarre di acciaio mobili, che non permettono il ribaltamento a terra dei contenitori da parte del plantigrado. Ovviamente affinché il sistema sia efficiente è necessario che il coperchio del bidone, in particolare durante la notte, sia sempre chiuso con l'apposita serratura e i rifiuti in eccedenza non vengano lasciati a terra o sopra la struttura o parzialmente fuori, come è successo di recente, perché così si vanifica la tenuta del sistema di prevenzione". Non una strategia "a prova d'orso" ma comunque una mezza in sicurezza e deterrente per il plantigrado alla ricerca di 'cibo facile'.

"Al netto delle strumentalizzazioni spesso promosse da più voci - conclude il Parco - il sistema sperimentato e implementato, se correttamente utilizzato, ha funzionato e funziona, come dimostrato diverse volte e come risulta chiaramente dal video di una fototrappola posta proprio per testare la funzionalità. Non smetteremo mai di dire che sulla convivenza dobbiamo lavorare tutti insieme e, come ripeteremo fino alla nausea, ognuno deve fare la propria parte altrimenti sarà impossibile per qualunque Ente operare il miracolo". 

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