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Il 2023 anno più caldo di sempre, al via la Conferenza sul clima di Dubai, il climatologo Barbiero: "Insufficienti gli sforzi fatti sulla mitigazione, serve accelerare gli impegni”

Si apre oggi, 30 novembre, a Dubai la Cop28, la Conferenza delle parti sul clima. Tra i nodi da affrontare, lo stocktake, ossia il primo bilancio trasparente ed effettivo delle politiche finora adottate dai Paesi in termini di mitigazione e di adattamento, e l'operatività del Fondo sulle perdite e i danni

Di Sara Marcolla - 30 novembre 2023 - 19:11

TRENTO. “Ci stiamo avvicinando ad un altro record, quello dell'anno più caldo di sempre. Siamo in una situazione grave. Gli sforzi finora fatti in termini di mitigazione non sono sufficienti. Gli impegni dei Paesi devono essere accelerati e molto più ambiziosi”.  A dirlo a Il Dolomiti è il climatologo trentino Roberto Barbiero, che anche quest'anno sarà presente alla Cop28, la Conferenza delle parti sul clima, che si è aperta oggi, 30 novembre a Dubai e che proseguirà fino al 12 dicembre. Barbiero seguirà i lavori della Cop assieme ad una delegazione di esperti dell'Agenzia provinciale per la protezione dell'ambiente e di giovani dell'Agenzia di stampa giovanile.

 

Al vertice partecipano circa 200 governi da tutto il mondo. Mancano il presidente degli Stati Uniti d'America Joe Biden e il capo di stato cinese Xi Jinping, comunque rappresentati al vertice sul clima, e assente per motivi di salute Papa Francesco: al suo posto è presente il segretario di Stato Vaticano Pietro Parolin.

 

L'allarme, in apertura della Cop28, è stato lanciato dal capo delle Nazioni Unite per il clima Simon Stiell: “Il 2023 – ha detto - sarà l'anno più caldo di sempre. Siamo sull'orlo del precipizio”.

 

La conferenza si apre con la necessità di prendere atto di una situazione che si sta aggravando in maniera accelerata. Diventa ancora più urgente l'azione – commenta Roberto Barbiero. - Nel 2023 stiamo sommando una serie di record, da quelli mensili a quelli stagionali (tra i record battuti quest'anno, la temperatura media globale dell’aria e quella degli oceani, l’estensione della calotta antartica, oltre agli eventi meteorologici estremi ndr). Se ancora non c'è l'ufficialità perché manca un mese alla fine dell'anno, siamo orientati verso la conferma che il 2023 è stato l'anno più caldo mai registrato. Un altro problema è che in alcune giornate abbiamo superato la soglia di temperatura, presa come riferimento critico, di 1,5 gradi di aumento rispetto all'era preindustriale; in un paio di giornate abbiamo addirittura toccato la soglia di 2 gradi di aumento. Siamo in una situazione grave” commenta Barbiero.

 

Il vertice di Dubai, forse il più importante dopo la Cop di Parigi del 2015, avrà in particolare due nodi da affrontare.

 

Il primo riguarda lo stocktake sul clima – spiega ancora Barbiero: - verrà presentato il primo bilancio trasparente ed effettivo delle politiche finora adottate dai Paesi in termini di mitigazione e di adattamento. Questo è un punto di straordinaria importanza perché, da questo bilancio, partiranno poi i nuovi elementi che determineranno i prossimi impegni formali degli Stati in termini di riduzione delle emissioni di gas serra per contenere il riscaldamento globale entro la soglia di 1,5 gradi, come previsto dall'Accordo di Parigi. Ma sappiamo già che finora gli sforzi sono stati del tutto insufficienti. Stiamo per raggiungere queste soglie. Con questo bilancio i Paesi saranno messi di fronte alla realtà dei fatti, ossia che questi impegni devono essere accelerati e devono essere molto più ambiziosi commenta Barbiero.

 

Resta un altro obiettivo all'orizzonte, sempre più difficile da raggiungere: la riduzione del 43% delle emissioni di gas serra entro il 2030. “Obiettivo difficilissimo da raggiungere a questo punto – commenta il climatologo. - Se le politiche vanno avanti come quelle attuali non ce la si farà nella maniera più assoluta. Per questo motivo è fondamentale il bilancio che sarà fatto in questi giorni. Servirà a capire come nei prossimi anni questi obiettivi saranno aggiornati e rafforzati. Ma non solo sulla carta e nei trattati. Gli impegni devono essere applicati in maniera concreta. E' questo quello che oggi manca. Allo stato attuale la situazione è tale da dirci che non ce la faremo assolutamente”.

 

 

Il secondo tema al centro della Cop28 il Fondo “loss and demage”, ossia il “fondo sulle perdite e i danni”, creato alla Cop27 di Sharm el-Sheik, che prevede che i Paesi che meno hanno contribuito a produrre l’emergenza climatica e che siano costretti a pagare il maggior prezzo a causa degli impatti climatici abbiano diritto ad essere compensati e risarciti, in termini di risorse e tecnologie, dai Paesi che hanno responsabilità maggiori. La prima decisione arrivata in queste ore è quella di rendere operativo il fondo, che sarà creato con finanziamenti dai Paesi più ricchi e ospitato temporaneamente dalla Banca Mondiale. Tra i primi impegni, quello degli Emirati Arabi con 100 milioni di dollari, altri 100 milioni dalla Germania, 10 milioni dal Giappone e 60 milioni di sterline dalla Gran Bretagna. Sono in arrivo via via i vari contributi.

 

 

 

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