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| 23 nov 2023 | 18:18

"La madre è stata uccisa da un bracconiere: non potranno tornare in natura", lupetti denutriti e malati di rogna salvati dai veterinari

Il Parco d'Abruzzo: "Guardare negli occhi questi animali meravigliosi, con la consapevolezza di non potergli ridare la selvaggia libertà che meritano è molto difficile, specie se si pensa alla terribile motivazione che li ha portati fin qui". Ecco la storia dei due lupetti, salvati dai veterinari

L'AQUILA. Due nuovi, piccoli ospiti sono giunti negli scorsi giorni nell'area faunistica del lupo di Civitella Alfedena, in Abruzzo. Si tratta di due lupetti orfani, trovati in condizioni critiche, come viene spiegato sui social dai referenti del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, che riportano la vicenda: "La loro storia inizia a settembre 2023, in Umbria, quando i due cuccioli, un maschio e una femmina, erano stati avvistati, malati di rogna e in un forte stato di denutrizione, a seguito dell'uccisione della madre per mano di bracconieri". 

I due lupetti, trovati in condizioni davvero critiche nei boschi umbri erano stati infine catturati: "Successivamente il veterinario Massimo Floris, della sezione Enpa Perugia, ha contattato il nostro veterinario, Leonardo Gentile, chiedendo al Parco d'Abruzzo la possibilità di ospitare i due giovani individui a Civitella Alfedena". 

 

I nuovi ospiti sono giunti nella loro nuova 'casa' negli scorsi giorni, dove inizialmente rimarranno in un recinto, sempre all'interno dell'Area faunistica, "in attesa che crescano e completino lo sviluppo - proseguono i referenti del Parco -. In seguito, il maschio verrà integrato con il branco già ospitato nell'Area faunistica di Santa Lucia, mentre la femmina verrà immessa, sempre a Civitella Alfedena, nell'ex Area lince, dove sono già presenti altre due femmine di lupo appenninico".

 

"Guardare negli occhi questi animali meravigliosi, con la consapevolezza di non potergli ridare la selvaggia libertà che meritano è molto difficile, specie se si pensa alla terribile motivazione che li ha portati fin qui. Pensare a quanto potranno contribuire all'opera di divulgazione e sensibilizzazione che da più di 50 anni, il Parco porta avanti presso la storica Area faunistica e il Centro visite del lupo, è la nostra unica consolazione", concludono fiduciosi. 

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