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| 06 mar 2023 | 18:58

La mappa degli Pfas in Europa, l'indagine di Le Monde: "Siti contaminati anche in Trentino ma non è il caso di fare allarmismo"

Dopo la pubblicazione della "Forever pollution map" la redazione de Il Dolomiti si è messa in contatto con quella di Le Monde per ricevere il via libera per l'utilizzo dei dati. Gianluca Liva, partner del progetto: "Alcune coordinate relative a latitudine e longitudine di punti di 'presunto inquinamento' erano stati riportati dai tecnici in maniera errata. Abbiamo quindi dovuto attendere alcuni giorni per dare l'ok" 

 

Credit: Forever Pollution Project, Le Monde

TRENTO. Una raccolta di dati su una scala senza precedenti, pubblicata dal quotidiano francese "Le Monde", illustra la diffusa contaminazione data dai Pfas in Europa, sostanze tossiche e persistenti. La "Forever pollution map", creata dalla testata accanto a ben 17 partner, è parte del "Forever pollution project", progetto grazie al quale è stato possibile mostrare la contaminazione di "sostanze chimiche che accompagneranno l'umanità per centinaia di anni, forse anche migliaia", viene anticipato nello studio.

 

"La nostra mappa mostra gli impianti di produzione di Pfas, alcuni siti in cui vengono utilizzati i Pfas, nonché i siti in cui è stata rilevata la contaminazione e quelli che potrebbero essere contaminati – si legge nell’articolo -. Per costruire la nostra mappa, abbiamo aggregato i dati provenienti da più fonti di informazioni, alcune delle quali non erano pubbliche. Questi ci hanno permesso di individuare la contaminazione infine resa nota".

 

In seguito alla pubblicazione dell'indagine, a fine febbraio 2023, la redazione de Il Dolomiti aveva provveduto a mettersi in contatto con gli esperti del progetto per richiedere il "via libera" per l'utilizzo dei dati. Gianluca Liva, giornalista scientifico partner del progetto, ci aveva tuttavia spiegato che "a causa di errori di trascrizione fatti dai tecnici e sviluppatori di Le Monde, alcune coordinate (latitudine e longitudine ndr) di punti di 'presunto inquinamento' nella mappa risultavano essere errate". Abbiamo dovuto pertanto attendere alcuni giorni prima di ricevere "l'ok, dato a tutte le testate italiane che ci avevano contattati - rivela oggi il giornalista -. La vostra, l'unica in Trentino".  

 

Incolori, insapori e indistruttibili, le sostanze perfluoroalchiliche (Pfas) sono sostanze chimiche 'eterne' molto diffuse e potenzialmente pericolose per ambiente e salute umana. Per le loro proprietà tensioattive sono largamente utilizzati in una moltitudine di applicazioni industriali: ad esempio, impiegati per ottenere l’anti-aderenza delle padelle, oppure l’impermeabilità dei vestiti tecnici sportivi, o ancora nelle schiume antincendio.

 

I Pfas, quindi, entrano nell'ambiente attraverso molti percorsi. L’inefficienza dei sistemi di trattamento tradizionali unita a un’assenza pressoché totale di monitoraggio delle emissioni, nel corso di decenni ha permesso a queste sostanze di diffondersi nell’ambiente e in particolare nel ciclo dell’acqua, nei nostri fiumi e nelle nostre falde. Per quanto riguarda gli effetti sulla salute umana, questi sono ancora sotto indagine, ma è stata accertata la loro relazione con malattie cardiovascolari, renali croniche, osteoartriti, cancro, e sembrerebbero all’origine di alterazioni della fertilità

 

L’indagine del "Forever Pollution Project", che nella mappa indica con puntini rossi le aree contaminate da Pfas, non può che destare preoccupazione. In Trentino-Alto Adige, sebbene buona parte del territorio mostri valori sotto alla soglia di sicurezza europea (limite per i Pfos fissato a 30 ng/litro per acque potabili ndr), vi sono alcune aree in cui i livelli schizzano oltre i limiti fissati dall'Ue: "Ciononostante, non è il caso di fare allarmismo", avverte Liva.

 

Un esempio ne è Villa Lagarina il cui livello di Pfas sulla superficie delle acque (Molini foce) è pari a 81 ng/litro mentre di Pfos pari a 53.5 ng/litro. La presenza di queste sostanze è stata accertata anche in zone come Darzo o Tassullo o ancora Civezzano, Pergine Valsugana e Trento città, alla foce del rio Lavisotto. Un "presunto inquinamento", così come lo definiscono gli esperti del progetto "Forever pollution" potrebbe essere invece presente in prossimità dell'aeroporto "Gianni Caproni" di Mattarello o ancora a Folgaria o Chizzola di Ala. 

 

Sul tema della qualità delle acque e in particolare sulla presenza dei composti Pfas la Provincia autonoma di Trento ha già provveduto a esprimersi, pubblicando un comunicato stampa in seguito ad alcuni articoli elaborati sui dati di Le Monde e pubblicati negli scorsi giorni da testate locali: "Attraverso Appa il monitoraggio delle nostre acque è costante ed attento - sottolineano -. Bisogna fare attenzione a non mescolare (o sommare) i dati: si rischia infatti di fare confusione e di creare solo allarmismo. In generale, da parte nostra la trasparenza è garantita", grazie al sito internet dedicato con dati liberamente accessibili

 

"Appa resta sempre a disposizione delle Istituzioni e della cittadinanza per fornire e illustrare i dati ambientali e le informazioni che si possono da questi desumere", viene 'suggerito' infine. 

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