La siccità in numeri: ecco quanta pioggia in meno è caduta dal cielo in ogni Regione rispetto alla media
I dati sono stati condivisi da Ingv e dimostrano chiaramente quanto sia pesante la scarsità di precipitazioni registrata negli ultimi 14 mesi: in Calabria la quantità di pioggia caduta dal gennaio 2022 al febbraio 2023 è sostanzialmente la metà di quella media

TRENTO. In tutta Italia negli ultimi 14 mesi, dal gennaio 2022 al febbraio 2023, solo una Regione (la Puglia) non ha registrato un deficit pluviometrico rispetto alla media delle precipitazioni calcolata nel periodo che va dal 1980 fino al 2014: nel resto del Paese la siccità, con effetti purtroppo ormai sempre più evidenti su fiumi e bacini, ha colpito duramente portando ad un totale di circa 4.500 millimetri in meno di pioggia caduta sul territorio.
I dati, a cura dell'istituto del Cnr-Irpi, sono stati riportati oggi (24 marzo) dal Dipartimento ambiente dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia e fotografano chiaramente la pesantissima situazione che il Paese sta vivendo ormai da un anno e mezzo, mentre anche in Trentino il riempimento di laghi e invasi è ai minimi (QUI il video della situazione al lago di Tovel) e l'apporto che arriverà dallo scioglimento della poca neve presente in quota sarà purtroppo esiguo (QUI articolo).

Parlando proprio del Trentino Alto Adige, nei dati forniti da Ingv emerge come negli ultimi 14 mesi il totale delle precipitazioni sia stato inferiore del 18,7% rispetto alla media (da 1005 millimetri a 816). Un dato che, allungando di qualche mese il periodo di tempo monitorato, diventa addirittura peggiore (QUI articolo) e che si riflette ormai chiaramente anche sulle falde profonde e i grandi specchi d'acqua, i contesti che necessitano ovviamente di tempi molto lunghi per 'ricaricarsi'.
Il deficit pluviometrico registrato sul territorio regionale negli ultimi 14 mesi è simile a quello segnato in Abruzzo (-16,3%, da 970 a 817 millimetri), in Emilia Romagna (-17,3%, da 960 a 795 millimetri), in Toscana (-17,3%, da 1088 a 900 millimetri) o in Veneto (-20%, da 1167 a 944 millimetri). Al di là della Puglia (dove sono scesi 36 millimetri di pioggia in più rispetto alla media) e di Basilicata, Marche e Umbria (dove il deficit è più contenuto e inferiore al 10%), in molti altri territori però la situazione è ben peggiore.
È il caso per esempio delle isole, dove la diminuzione delle piogge rispetto al valore medio è stata pari al 29% in Sicilia (da 742 a 526 millimetri) e al 32,4% in Sardegna (da 746 a 503 millimetri). Giù del 15,8% le piogge in Abruzzo (da 970 a 817 millimetri), del 12,9% nel Lazio (da 1063 a 926) e del 14,5% in Lombardia (da 1154 a 973). In Piemonte la pioggia totale dal gennaio 2022 al febbraio 2023 è stata invece pari al 24,5% in meno rispetto alla media (da 1168 millimetri a 882) mentre in Friuli Venezia Giulia (la Regione più piovosa in media in Italia) il deficit registrato è stato pari al 31,5% (da 1688 a 1155 millimetri).
Infine, le tre Regioni più colpite dalla siccità sono state rispettivamente Liguria, Valle d'Aosta e Calabria, dove le precipitazioni sono state inferiori del 41% (da 1290 a 760 millimetri), del 44,3% (da 1282 a 714 millimetri) e addirittura del 47,5% (da 1085 e 571 millimetri).












