Contenuto sponsorizzato
| 04 set 2023 | 16:43

L'Ue rivaluta lo status di specie protetta del lupo? No, nulla cambia. Avviato un processo di raccolta dati per poi decidere se intervenire

La stessa commissione ribadisce che il lupo ''in quanto specie autoctona, è un elemento integrante del patrimonio naturale europeo e svolge un ruolo importante nei suoi ecosistemi. In base alla Direttiva Habitat, la maggior parte delle popolazioni di lupo in Europa gode di una protezione rigorosa, con possibilità di deroga''. Si vuole andare a ridisegnare la mappa di presenza e di ''conflitti'' eventuali nei vari territori Ue e solo allora la Commissione europea deciderà come procedere

BRUXELLES. Lupi ''specie pericolosa'' o addirittura ''lupi, l'Ue dà il via libera agli abbattimenti''. Se ne stanno leggendo di ogni in queste ore rispetto a una presa di posizione dell'Unione europea ''rivoluzionaria'' (anzi forse meglio dire ''reazionaria'') sullo status di ''protezione'' dei lupi in Europa. In realtà cosa sta accadendo? Semplicemente la commissione europea ha avviato un'operazione di ascolto dei territori invitando le comunità locali, gli scienziati e tutte le parti interessate a presentare entro il 22 settembre dati aggiornati sulle popolazioni di lupi e sul loro impatto. Tutto qui, fine. Non è stato cambiato niente, non è stato modificato lo status di protezione, non è stato dato il via libera alla caccia o altro.

 

Il testo ufficiale dell'iniziativa si trova sul portale della Commissione europea e si riporta anche una frase della Presidente von der Leyen, che come noto qualche mese fa si è vista predare un suo pony di 30 anni, Dolly, nella sua tenuta della Bassa Sassonia da un lupo. "La concentrazione di branchi di lupi in alcune regioni europee è diventata un pericolo reale per il bestiame - ha detto von der Leyen - e potenzialmente anche per gli esseri umani. Esorto le autorità locali e nazionali a intervenire laddove necessario. In effetti, l'attuale legislazione dell'UE consente già di farlo".

 

Il comunicato ufficiale della commissione europea prosegue spiegando che ''sulla base dei dati raccolti, la Commissione deciderà se presentare una proposta per modificare, ove opportuno, lo status di protezione del lupo all'interno dell'UE e per aggiornare il quadro giuridico, introducendo, ove necessario, ulteriore flessibilità, alla luce dell'evoluzione di questa specie. Ciò integrerà le attuali possibilità previste dalla legislazione dell'UE per le autorità locali e nazionali di intervenire laddove necessario, e i significativi finanziamenti dell'Ue previsti per queste misure, come specificato in una lettera congiunta inviata dal Commissario Sinkevičius e dal Commissario Wojciechowski a tutti i Ministri dell'Agricoltura e dell'Ambiente dell'UE nel novembre 2021. Alcune misure si sono dimostrate efficaci nel prevenire o ridurre significativamente i rischi di predazione, se attuate correttamente e adattate al contesto specifico in cui vengono applicate''.

 

Insomma niente di nuovo, in realtà. Semplicemente un sacrosanto riaggiornamento di dati e sensibilità rispetto a un tema che in altre parti d'Europa ha dimensioni ben più impattanti di quelle nostrane. Anzi Trentino e Alto Adige , che sono i due territori che strepitano di più sull'argomento, sono tra i luoghi che registrano dati decisamente inferiori rispetto anche a una buona parte del Centro Italia, del Sud e anche del Nord Ovest (le mappe qui sotto sono quelle richiamate dall'Ispra e seppur datate, pubblicate nel 2018, mostrano la diffusione in Europa e come sia necessario riaggiornare i dati alla luce della crescita, in tutta Europa, della presenza di questo grande carnivoro).

 


 

La revisione dei dati scientifici sul lupo nell'UE è parte integrante dell'analisi approfondita che la Commissione sta conducendo in risposta alla risoluzione del Parlamento europeo del 24 novembre 2022. Nell'aprile 2023, la Commissione ha iniziato a raccogliere i dati provenienti da gruppi di esperti e dalle principali parti interessate, nonché i dati riferiti dalle autorità nazionali ai sensi della legislazione UE e internazionale vigente. ''Tuttavia - si legge nel testo - questi dati non forniscono ancora un quadro completo sufficiente alla Commissione per progettare ulteriori azioni e oggi la Commissione sta ampliando questa consultazione''.

 

La stessa commissione ribadisce, poi, che il lupo ''in quanto specie autoctona, è un elemento integrante del patrimonio naturale europeo e svolge un ruolo importante nei suoi ecosistemi. In base alla Direttiva Habitat, la maggior parte delle popolazioni di lupo in Europa gode di una protezione rigorosa, con possibilità di deroga. Questo regime attua i requisiti della Convenzione internazionale di Berna sulla conservazione della vita selvatica e dell'ambiente naturale in Europa, di cui l'UE e gli Stati membri sono parti. Le piattaforme UE e regionali sulla coesistenza consentono alle parti interessate di promuovere modi per ridurre al minimo i conflitti tra gli interessi umani e la presenza di grandi carnivori, scambiando conoscenze e collaborando in modo aperto, costruttivo e reciprocamente rispettoso. Inoltre, ai sensi della Direttiva Habitat, gli Stati membri possono, a determinate condizioni, derogare ai divieti del regime di protezione rigorosa, anche per proteggere gli interessi socio-economici''.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Società
| 27 maggio | 20:20
La 26enne trentina Giorgia Veglio, artigiana carpentiera e manutentrice, racconta a il Dolomiti la scelta di seguire le orme del padre e di [...]
Cronaca
| 27 maggio | 19:10
E' successo lungo la tangenziale sud a Brunico all'altezza della galleria di San Lorenzo. Sulle cause dell'incidente sono in corso le indagini [...]
Cronaca
| 27 maggio | 17:32
L'uomo si trovava con un amico e assieme si stavano lanciato dal Monte Tallone, a 2.669 metri di altitudine in Val Ridanna
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato