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| 26 apr 2023 | 20:12

Orsi, l'Alto Adige prende le misure dopo la morte di Papi: "Intensifichiamo il monitoraggio. Il bosco fa parte della nostra vita quotidiana"

L'assessore Schuler ha incontrato i sindaci altoatesini e i rappresentanti del turismo, dell'agricoltura e della caccia: "Solidarietà agli amministratori pubblici del Trentino. Roma modifichi le leggi in modo che gli animali problematici possano essere rimossi rapidamente. Monitoraggio? Fototrappole e trappole per peli, registriamo ogni segnalazione di avvistamento e controlliamo le tracce"

Orsi, l'Alto Adige prende le misure dopo la morte di Papi: Intensifichiamo il monitoraggio
di F.C.

BOLZANO. "Dopo il tragico precedente in Trentino abbiamo intensificato le misure di monitoraggio". Sono queste le parole dell'assessore provinciale Arnold Schuler, sottolineando che la Provincia autonoma di Bolzano monitora da anni gli spostamenti dei grandi predatori in Alto Adige, soprattutto orsi e lupi. Dopo l'attacco mortale al runner 26enne Andrea Papi, da parte dell'orsa Jj4, trema anche l'Alto Adige.

 

Il punto della situazione dopo la tragedia di Caldes è stato fatto il 26 aprile nell'incontro con i sindaci e i rappresentanti del turismo, dell'agricoltura e della caccia a Bolzano. Secondo quanto riportato dalla Provincia di recente sono stati avvistati esemplari ad Appiano, in Val d'Ultimo, tra Monte San Vigilio e Val Martello e tra Renon e Barbiano. I sindaci riportano preoccupazione tra gli abitanti dei loro paesi.

 

L'Alto Adige non ha il potere di agire da solo nella gestione dei grandi carnivori ma si vuole mandare un segnale chiaro e andare avanti insieme. "Esprimiamo la nostra solidarietà agli amministratori pubblici del Trentino e continuiamo ad essere pronti a collaborare - viene dichiarato da sindaci, assessore e gli esperti della Ripartizione Foreste - chiediamo che Roma modifichi le leggi e le norme in materia in modo che gli animali problematici, e si tratta di animali che si avventurano nelle aree abitate, possano essere rimossi rapidamente e senza burocrazia".  

 

Inoltre, si chiede la regolamentazione dei grandi predatori. "La base delle misure attuali - spiega Günther Unterthiner, direttore della Ripartizione Foreste della Provincia - è la prevenzione e la dissuasione per proteggere gli animali al pascolo. Il Corpo forestale supervisiona il monitoraggio dei predatori: ci sono fototrappoletrappole per peli, registriamo ogni segnalazione di avvistamento e controlliamo le tracce, se possibile trasferiamo gli animali".

 

Le 13 trappole per peli saranno presto riattivate per 2 mesi. Si sta inoltre intensificando il monitoraggio: saranno installate altre 50 fototrappole, soprattutto lungo i sentieri forestali ed escursionistici nelle zone di confine con il Trentino e in altre aree frequentate dagli orsi.

 

La priorità assoluta rimane la sicurezza della popolazione. "Non possiamo sradicare i grandi carnivori - dice Schuler - ma dobbiamo trovare un modo sensato per regolarli e adottare misure per evitare che orsi e lupi si avvicinino agli insediamenti e, soprattutto, alle persone. Il bosco fa parte della vita quotidiana in Alto Adige. Questo non è un habitat per la fauna selvatica, ma un habitat generale e deve rimanere tale".

 

Come detto nell'incontro a Roma il piano di gestione (Pacobace) deve essere modificato. "In concreto, questo significa che verrà fissato un numero massimo di orsi per un territorio. Se questo numero viene superato, ci sono due opzioni: trasferimento o regolamentazione. Gli orsi problematici devono essere eliminati rapidamente", conclude Schuler.

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