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| 05 lug 2023 | 13:02

"Plausi al Parco d'Abruzzo per la gestione orsi? Non è come sembra" (VIDEO), il parere dello zoologo Forconi: "Cuccioli scomparsi ma nessuno ne parla"

Avvistata più volte in compagnia dei suoi tre nati dell'anno, l'orsa "Bambina" è recentemente apparsa in un video condiviso sui social, nel quale viene 'rincorsa' da un'auto a Roccaraso: "Nelle riprese il plantigrado appare con un solo cucciolo. Ben due sono scomparsi ma nessuno ne parla: nemmeno il Parco". Lo zoologo Paolo Forconi: "La gestione orsi in Abruzzo non è così 'perfetta' come appare: le regole ci sono, ma se uno non le rispetta non viene sanzionato"

Plausi al Parco d'Abruzzo per la gestione orsi?

L'AQUILA. Ha fatto il giro del web, la vicenda legata all'orsa Amarena, rimasta con i suoi due cuccioli sotto ad un ciliegio per oltre 8 ore (QUI ARTICOLO). Allora, frotte di turisti avevano tentato di avvicinarsi per guardarli e scattare qualche foto, tanto da spingere il sindaco di Villalago a chiudere la strada, consentendo l'accesso, con obbligo di transito a bassa velocità, solo ai residenti. 

 

encomiabile il rispetto per gli animali che permea la gestione del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise - ha dichiarato in merito l'Oipa nazionale - dimostrato una volta di più domenica scorsa quando l’orsa Amarena e i suoi due cuccioli hanno passato l’intera giornata sotto un ciliegio per rifocillarsi della sua golosa frutta". L'associazione, attraverso un comunicato stampa ha tenuto infatti a sottolineare quanto quella attuata dal Parco sia una "corretta gestione della fauna".

 

''Qui il movimento degli escursionisti è regolamentato - ha spiegato l'Oipa -. Nelle zone di riserva integrale e di riserva generale è vietato uscire dai sentieri. In alcune aree si può andare liberamente, anche con il cane (al guinzaglio), o il con il cavallo o in bici, ma in altre no. E nella "zona A" ci si può muovere solo a piedi, sui sentieri e senza cani. In questa zona non entrano né equini né mezzi di alcun tipo, incluse le mountain bike''.

 

Dello stesso parere non è tuttavia lo zoologo Paolo Forconi, che segue e studia gli orsi marsicani e in particolare gli esemplari presenti nel Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise ormai da una vita: "Non è come sembra - racconta a Il Dolomiti -. Si parla sempre di vicende positive, lasciando credere che tutto funzioni al meglio, ma non è così - aggiunge -. Testimonianza ne è il caso di un'altra orsa, "Bambina", che ha avuto a gennaio i suoi primi tre piccoli", premette. 

 

Avvistata più volte in compagnia dei suoi tre nati dell'anno, l'orsa "Bambina" è recentemente apparsa in un video (DI SEGUITO) condiviso sui social, nel quale viene rincorsa da un'auto a Roccaraso: "Nelle riprese il plantigrado appare con un solo cucciolo - prosegue Forconi -. Ben due sono scomparsi ma nessuno ne parla: nemmeno il Parco". Un fatto analogo era capitato qualche anno fa anche con Sebastiana: "A causa di un inseguimento in auto l'orsa perse due dei suoi 3 piccoli: ne ritrovò uno, mentre del terzo non si seppe più nulla". 

I piccoli di "Bambina" dovrebbero avere ora "intorno ai 6 mesi di vita: le speranze di sopravvivenza senza la mamma sono pari a zero se restano soli per più di qualche giorno - dichiara lo zoologo -. In questo caso, probabilmente sono già morti". Secondo Forconi il problema della gestione orsi in Abruzzo starebbe nella mancanza di sanzioni: "Le regole ci sono ma se qualcuno non le rispetta non viene sanzionato - aggiunge -. Capita molto spesso di vedere turisti e fotografi a pochi metri dagli animali, orsi compresi". 

 

Fra i vari esempi "di quanto non funziona", non manca anche la vicenda legata all'avvelenamento di 3 lupi e quattro grifoni, tramite esche alimentari, resa nota a maggio 2023. La brutta notizia arrivava da Cocullo in provincia dell'Aquila ed era stata poi riportata anche dal Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. Uno dei tanti terribili episodi che in Appennino centrale si riscontrano nel periodo precedente la monticazione (la conduzione del bestiame ai pascoli di alta quota ndr), oltre a quelli legati alla concorrenza tra i raccoglitori di tartufi e alle attività di caccia.

 

"Inutile fare paragoni o plausi al Parco, se poi nel concreto chi si avvicina a pochi metri da un animale non viene sanzionato - conclude l'esperto -. Sarebbe necessario rivedere alcune ordinanze, ma sopratutto fare in modo che vengano rispettate, altrimenti sono inutili". 

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