''Di cosa si tratta? Sono filamenti bianchi su rami secchi a terra. La brina cristallizzata sulle ragnatele?'', il misterioso ritrovamento scatena la rete. Ecco la risposta dell'esperto
Le foto sono apparse su Citizen Science Muse postate da un utente e il fenomeno è stato ravvisato anche in Trentino (pubblichiamo la foto di Daniel Lebech Nässling Iversen scattata sopra Tenno dello stesso fenomeno osservato dai bambini di Educare nel Bosco Alto Garda e Ledro). L'esperto del Muse: ''Si tratta proprio di un particolare tipo di cristalli di ghiaccio ("Hair ice" o "Capelli di ghiaccio") che si forma su legno invaso dal micelio di Exidiopsis effusa''

TRENTO. ''Salve, di cosa si tratta? Filamenti bianchi su rami secchi a terra. Al tocco delle dita si sciolgono in acqua, come si trattasse di brina. E’ possibile che la brina si sia formata su ragnatele o altri filamenti lasciati da insetti o altri organismi? (Temperatura -5/+5 C, boschi del Lussemburgo)''. Questo post su Citizen Science Muse ha scatenato una vera bagarre di commenti, condivisioni, like e d'altronde le immagini postate mostravano davvero qualcosa di molto curioso e particolare.
Un fenomeno che è ravvisabile anche nei nostri boschi come ha spiegato Daniel Lebech Nässling Iversen inviandoci le foto di quanto trovato dai bambini di Educare nel Bosco Alto Garda e Ledro e da lui nei boschi sul monte Calino sopra Tenno a circa 800 metri di quota in un bosco di Peccio (Abeti Rossi e Faggio) il 10 gennaio.


Di cosa si tratta lo spiega il micologo del Muse Marco Floriani: ''Si tratta proprio di un particolare tipo di cristalli di ghiaccio ("Hair ice" o "Capelli di ghiaccio") che si forma su legno invaso dal micelio di Exidiopsis effusa, una specie fungina della famiglia delle Auriculariaceae''.
''Il fenomeno fisico che consente la formazione di queste sottilissime fibre di ghiaccio è stato spiegato in modo dettagliato, anche se non del tutto esaustivo, solo in tempi recenti (2015) - continua Floriani - anche se una sua correlazione con la presenza di funghi nel legno era stata ipotizzata all'inizio del '900 da Alfred Wegener, geologo e meteorologo tedesco, noto per aver formulato per primo la teoria della deriva dei continenti. In sostanza, pare che il fungo contribuisca alla formazione di queste sottilissime fibre di ghiaccio, e che produca delle sostanze che ne inibiscono la ricristallizzazione in aspetti più consueti''.
Lo stesso micologo spiega che per avere informazioni più precise è bene affidarsi ai pochi studi dettagliati che esistono su questo strano fenomeno. Tra questi, per chi vuole, ecco il link a quello del 2015: https://bg.copernicus.org/articles/12/4261/2015/.












