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Gli Emirati Arabi Uniti e la pioggia artificiale: ecco cos'è il cloud seeding e perché solo nel 2024 ci saranno 300 missioni di inseminazione delle nuvole

Da qualche settimana arrivano immagini dagli Emirati Arabi di piogge (in qualche caso anche di eventi estremi come forti grandinate che però sono legata più alla combinazione di alte temperature e atmosfera carica di umidità che al cloud seeding). Ecco cosa sta succedendo e cosa continuerà a succedere per i mesi a venire

Di Sofia Farina - 28 marzo 2024 - 16:36

TRENTO. L'aumento delle temperature globali ha messo a dura prova regioni come il Medio Oriente, che è estremamente vulnerabile agli impatti del cambiamento climatico. Questi paesi si trovano ora di fronte a un grosso problema: come affrontare la carenza idrica (presente e futura)? Gli Emirati Arabi Uniti hanno pensato di affrontare il problema in modo eclettico, creando la pioggia artificialmente (pratica ben conosciuta a livello globale ma poco usata per molteplici ragioni come spiegava a ilDolomiti il professore di fisica dell'atmosfera di UniTn e direttore scientifico del Festivalmeteorologia Dino Zardi). 

 

Infatti, gli Emirati Arabi Uniti registrano una media di meno di 200 millimetri di precipitazioni all'anno (per confronto, la media di Londra è pari a 1.051 millimetri), e le temperature possono raggiungere i 50 gradi Celsius durante l'estate, infatti l'80% del paesaggio del Paese è coperto da terreno desertico. Il caldo estremo sperimentato dal paese potrebbe esacerbare i problemi di scarsità d'acqua e imporre limitazioni alla sua produttività agricola e se le Nazioni Unite prevedono che entro il 2025, quasi due miliardi di persone dovranno far fronte alla scarsità assoluta di acqua in tutto il mondo, il Medio Oriente si distingue come una delle aree a maggiore stress idrico, con circa l'83% della popolazione della regione a forte rischio.

 

Essendo la scarsità d'acqua al centro delle sfide dell’area, lo Stato del Golfo ha attuato un programma volto ad affrontare questo problema: il cloud seeding, l'inseminazione delle nuvole per aumentare la quantità di pioggia prodotta da esse. Il progetto è di tale interesse che all'inizio degli anni 2000, lo sceicco Mansour Bin Zayed Al Nahyan, vicepresidente degli Emirati Arabi Uniti, ha stanziato fino a 20 milioni di dollari per la ricerca sull’inseminazione delle nuvole, e negli anni seguenti gli Emirati Arabi Uniti hanno collaborato con il National Center for Atmospheric Research in Colorado e con la Nasa per studiare la metodologia da usare nel programma di cloud seeding. Inoltre, il governo ha introdotto una task force nel National Center of Meteorology (Ncm) ad Abu Dhabi, dove ogni anno vengono effettuate più di 1.000 ore di cloud seeding per aumentare le precipitazioni.

 

Il centro dispone di una rete di radar meteorologici e di oltre 60 stazioni meteo, che usa per monitorare le operazioni di semina tramite l’osservazione delle condizioni atmosferiche e dei modelli di precipitazione per identificare le nuvole adatte alla semina. Una volta individuata la nuvola giusta, danno istruzioni ai piloti di alzarsi in volo con i loro velivoli specializzati, dotati di razzi appositi sulle ali dell'aereo contenenti ognuno circa 1 chilogrammo di particelle di materiale salino. Dopo l'introduzione dell'agente di semina nella nube, le goccioline aumentano di dimensioni fino a quando la gravità ha la meglio e vengono rilasciate sotto forma di gocce di pioggia.

 

Al Mandous, il direttore generale del centro, in una intervista alla rete Nbc, ha raccontato che il programma di Abu Dhabi non utilizza lo ioduro d'argento, un materiale che è stato ampiamente criticato per i potenziali effetti nocivi sull'ambiente e sul pubblico, ma solo sali naturali senza “alcuna sostanza chimica nociva". Le missioni di cloud seeding giungono in un momento in cui il pianeta è alle prese con la sfida di limitare l'aumento delle temperature globali a 1.5°C rispetto ai livelli preindustriali, e in cui gli Emirati Arabi Uniti stanno compiendo sforzi sconcertanti per mitigare gli impatti del cambiamento climatico sulle risorse idriche. Gli esperti del centro meteorologico infatti hanno dichiarato che pensano di effettuare ben 300 missioni di inseminazione negli Emirati Arabi Uniti nel 2024 per favorire le precipitazioni e affrontare la scarsità d'acqua.

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