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"La discussione sul lupo? Dominata e guidata dagli interessi di agricoltura e caccia. Necessario assicurare la conservazione di questa specie"

L'associazione Io non ho paura del lupo: "Ad oggi non esistono prove scientifiche a sostegno di un tale cambiamento di status, al contrario, occorre ancora molto lavoro da parte delle Istituzioni, nazionali e comunitarie, per assicurare la conservazione di una specie simbolo del nostro Paese"

Foto d'archivio
Di S.D.P. - 01 marzo 2024 - 23:37

TRENTO. L'associazione Io non ho paura del lupo ha inviato oggi, 1 marzo, una lettera indirizzata al ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin “per invitarlo a respingere la proposta della Commissione europea di ridurre lo status di protezione della specie lupo ai sensi della Convenzione di Berna, onorando gli impegni nazionali e internazionali che l’Italia ha sottoscritto per la protezione e il ripristino della biodiversità, non ultima la Nature restoration law approvata proprio in questi giorni”.

 

“Ad oggi – fanno sapere dall'associazione - non esistono prove scientifiche a sostegno di un tale cambiamento di status, al contrario, occorre ancora molto lavoro da parte delle Istituzioni, nazionali e comunitarie, per assicurare la conservazione di una specie simbolo del nostro Paese”.

 

La lunga lettera riporta come già nel 2006, nel 2018 e nel 2022 questa proposta sia stata respinta proprio a causa della mancanza di evidenze scientifiche che potessero giustificare la modifica di tale status. La stessa relazione sullo stato del lupo in Europa pubblicata dalla Commissione a fine 2023 ha inoltre confermato che “i danni agli animali da allevamento rimangono limitati e sono ancora più ridotti nelle aree in cui la presenza dei grandi carnivori è stata continua rispetto alle aree in cui  erano  scomparsi e tornati negli ultimi 50 anni”.  

 

L'associazione inoltre è critica rispetto al fatto che “la discussione su questo tema sia stata finora largamente dominata e guidata dagli interessi dell’agricoltura e della caccia che arbitrariamente si sono posti a portavoce delle comunità rurali, nonostante un recente sondaggio indipendente condotto nel novembre 2023 in 10 Stati membri confermi che le comunità rurali sono molto favorevoli ad una rigorosa protezione dei lupi nell’Ue ed in particolare il 77% degli italiani abitanti in aree rurali intervistati si è espresso a favore di una rigorosa protezione dei grandi carnivori e oltre l’88% ha confermato quanto la protezione dell’ambiente debba essere oggi una priorità per l’Ue”.

 

E concludono: “Ribadiamo quanto la protezione del lupo in Italia non sia solo una questione di importanza ecologica, ma anche un riflesso del nostro impegno per la conservazione della biodiversità e dei valori di coesistenza e tolleranza, sottolineando come questa specie sia essa stessa simbolo e parte integrante del patrimonio naturale del nostro Paese e fondamentale per il mantenimento dell’equilibrio negli ecosistemi italiani” (QUI IL LINK DELLA LETTERA IN VERSIONE INTEGRALE). 

 

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