L'abbattimento del lupo 158MATK in Tirolo finisce alla Corte Europea: "La presenza dei grandi carnivori implica 'azioni' di adattamento e invitabili costi"
Gli alpeggi in Tirolo dove sono avvenute le 37 predazioni da parte del lupo 158MATK non erano protetti. Il governo provinciale tirolese, ritenendo l'esemplare "pericoloso" (in seguito a diverse predazioni) ha optato per l'abbattimento. Il punto dell’avvocato generale: "L'uccisione dell'animale protetto non può essere giustificata sulla base dei danni futuri e indiretti ai pastori e alla comunità montana. E' difficile immaginare che il destino delle aziende montane e degli alpeggi austriaci dipendano solamente da un lupo. La presenza dei grandi carnivori implica costi e adattamento"

TRENTO. Ha fatto molto 'rumore' la vicenda legata al lupo 158MATK, abbattuto in Tirolo poiché ritenuto un "pericolo" per i molti alpeggi della zona, caso finito direttamente 'nelle mani' della Corte di Giustizia Europea.
Nelle conclusioni pubblicate in via provvisoria a Lussemburgo si rende noto che "l'uccisione dell'animale protetto non può essere giustificata sulla base dei danni futuri e indiretti ai pastori, alla comunità montana" o addirittura al turismo in zona. L'avvocato generale ha infatti fatto presente che "il ritorno del lupo sul territorio" implichi una serie di azioni di 'adattamento', con conseguenti ed inevitabili costi. Nel documento elaborato in attesa del pronunciamento della Corte (QUI IL LINK) viene poi spiegato che gli alpeggi in Tirolo dove sono avvenute le 37 predazioni da parte del lupo 158MATK non erano protetti e ciò poiché "la protezione delle greggi non è possibile nell'area in questione".

Il governo provinciale tirolese aveva pertanto stabilito che l'unica soluzione percorribile per porre fine al 'problema' fosse quella di procedere all'abbattimento dell'esemplare, infine ucciso, nonostante alcune organizzazioni ambientaliste avessero presentato ricorso citando la Direttiva Habitat dell'Ue. Il Tribunale amministrativo provinciale tirolese si era a sua volta rivolto alla Corte di giustizia europea per chiarire alcune questioni, affermando che il lupo costituiva una "minaccia per l'economia locale".
Negli giorni scorsi, è giunta la risposta dell’avvocato generale che, in attesa che la Corte di pronunci, ha anzitutto tenuto a ricordare: "A differenza di alcuni Stati membri, l'Austria non è esente dalla rigorosa protezione dei lupi. L'Austria non ha richiesto un'esenzione quando ha aderito all'Ue nel 1995 perché all'epoca non c'erano lupi nella zona". In merito invece all'abbattimento dell'animale e alla questione legata alla conservazione della specie, si è sottolineata l'importanza di "considerare anche le conseguenze per altri Paesi membri quando si fanno eccezioni alle norme di protezione".
Tirando le fila della vicenda, si è concluso che la diminuzione del turismo in una data zona o dell'economia non possa essere legata ad un solo fattore, come la presenza di un lupo sul territorio: "Se queste conseguenze si concretizzano, molto probabilmente sono dovute a diverse cause e a diversi fattori. E' difficile immaginare che il destino delle aziende montane e degli alpeggi austriaci dipendano dal lupo 158MATK".












