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| 28 feb 2024 | 08:19

Rimasto impigliato in una rete, il cervo Libero "ha rischiato di morire": "Verrà monitorato grazie ad un collare Gps"

Una bellissima storia a lieto fine, quella di Libero, "che porta l’attenzione sulle attività poco note che il Parco nazionale dello Stelvio svolge, ma essenziali per la conservazione degli animali che vivono nei nostri territori"

Rimasto impigliato in una rete, il cervo Libero "ha rischiato di morire": "Verrà monitorato grazie ad un collare Gps"

SONDRIO. Libero di nome e di fatto. Così è stato battezzato un cervo rimasto impigliato in una rete nel Parco nazionale dello Stelvio, rischiando di morire: "Durante il periodo invernale - premettono i referenti della realtà - vengono comunemente avvistati animali selvatici nelle vicinanze degli abitati, spinti dalla ricerca di cibo o di un rifugio dal freddo delle alte quote".

 

"Per quanto gli animali cerchino di evitare l’essere umano e le situazioni di potenziale pericolo, può accadere che questa coesistenza sia messa alla prova". La scorsa settimana, non a caso, un cittadino ha segnalato la presenza di un cervo intrappolato in una rete, dalla quale si era poi liberato (parzialmente) trascinandosi dietro parte di essa.

 

Gli operatori del Parco erano quindi intervenuti tempestivamente per cercarlo e liberarlo del tutto, "considerata l’alta probabilità che rimanesse mortalmente impigliato nei boschi. Quando è stato trovato la situazione ha confermato le previsioni: il cervo era bloccato". 

 

Grazie all’esperienza in salvataggi ed estrema pazienza, gli operatori sono riusciti nel loro intento: "Il contesto e la condizione di salute dell’animale sono state favorevoli per l’apposizione di un collare gps e delle marche auricolari, che permetteranno ai nostri ricercatori di monitorare il cervo. Il monitoraggio sarà indispensabile per tenere sotto controllo il suo stato di salute, oltre a fornire informazioni utili sull’ecologia e sull’etologia di questa specie".

 

Il cervo è stato chiamato Libero e, secondo quanto reso noto, "adesso sta bene": attualmente girovaga nei boschi della Valfurva. Una bellissima storia a lieto fine, quella di Libero, "che porta l’attenzione sulle attività poco note che il Parco nazionale dello Stelvio svolge, ma essenziali per la conservazione degli animali che vivono nei nostri territori".

 

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