Contenuto sponsorizzato
| 30 gen 2024 | 22:39

Una nuova 'casa' per i lupetti "orfani" Crostino e Dentino: "Non avendo ricevuto cure e insegnamenti parentali, dovranno vivere per sempre in cattività"

Trovati con grossi problemi di rogna e "probabilmente orfani", i due lupetti sono stati curati dai veterinari di Enpa Perugia, poi trasferiti nel Parco d'Abruzzo: "Per questi animali, purtroppo, non c'è alcuna possibilità di re-immissione in natura, non avendo ricevuto le cure e gli insegnamenti parentali. Per quanto sia difficile vederli in cattività, ci piace ricordare sempre quanto la loro presenza qui possa dare un contributo fondamentale alla conservazione dell'intera specie"

L'AQUILA. Continua la collaborazione tra Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise e la sezione Enpa Perugia, che nel novembre scorso aveva portato a Civitella Alfedena due giovani lupi appenninici (LO AVEVAMO RACCONTATO QUI). Nella mattinata di oggi, 29 gennaio, altri due lupi, entrambi maschi di circa 8-10 mesi di età, sono stati accolti dal Parco, in Abruzzo. Erano stati trovati a maggio 2023 dai volontari del Cras, nell'area del Monte Subasio, con grossi problemi di rogna e, "molto probabilmente, orfani della propria madre".

 

I due esemplari, trovati in condizioni critiche, erano stati catturati, curati dai veterinari a Perugia e battezzati Crostino e Dentino: "Poi - spiegano dal Parco d'Abruzzo, Lazio e Molise - è stato programmato il loro trasferimento nelle strutture faunistiche del Parco, grazie alla collaborazione tra i veterinari Massimo Floris di Enpa e Leonardo Gentile dello Pnalm". 

 

"Dopo un periodo di acclimatazione - viene fatto sapere - saranno uniti agli altri due giovani arrivati al Parco in novembre (che hanno una storia molto simile ai due nuovi piccoli ospiti ndr). Solo successivamente sarà valutata la loro definitiva immissione nell'area principale, insieme branco ad oggi presente. Il lupo è un animale meraviglioso dal complesso e affascinante comportamento sociale, proprio per questo ogni decisione e le relative tempistiche verranno valutate con cura dal team del Servizio veterinario del Parco, assicurando il benessere animale di ogni singolo individuo ospitato".

 

E concludono: "Inutile ribadire come per questi animali, purtroppo, non vi sia alcuna possibilità di re-immissione in natura, non avendo ricevuto le cure e gli insegnamenti parentali. Per quanto sia difficile vedere in cattività questi animali, vero e proprio simbolo della natura selvaggia, ci piace ricordare sempre quanto la loro presenza, qui, possa dare un contributo fondamentale alla conservazione dell'intera specie, in termini di divulgazione e accettazione sociale".

 

 

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 18 maggio | 12:35
Le donne impiegate – 23 ragazze di origine asiatica, tra i 40 e i 50 anni, che parlavano a malapena l'italiano – vivevano in una condizione di [...]
Cronaca
| 18 maggio | 10:01
A una settimana dal doloroso sfogo dei genitori raccolto da “il Dolomiti”, le consulenze medico-legali e biomeccaniche raccontano una storia [...]
Cronaca
| 18 maggio | 10:13
Zoe, femmina di meticcio di pastore tedesco, era scappata da casa sua e sparita per giorni. Poi le segnalazioni dei residenti e il [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato