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| 24 set 2025 | 14:50

Da sei anni niente più predazioni, storia dell'allevatrice Marika Francioli: "Qui il lupo è visto come un nemico, ma io ho scelto di provarci comunque"

Il racconto dell'allevatrice toscana Marika Francioli: "Il lupo quando arriva devi un po' studiarlo: devi osservare, prepararti, programmare. Ti mette un po' alla prova, ma la coesistenza è il futuro. Da noi la differenza l'hanno fatta i cani da guardiania, senza i quali non potremmo più mandare avanti l'attività"

A sinistra foto di Teresa Lombardo

GROSSETO. Quella raccontata dall'associazione Io non ho paura del lupo vuole essere una testimonianza di coesistenza con i grandi carnivori. Si tratta in particolare della storia di Marika Francioli, allevatrice della Maremma. La donna alleva pecore da anni nella sua Agribiologica "Le Tofane", in Toscana, dove produce formaggi artigianali. 

 

"Lavora in un contesto difficile - spiegano dall'associazione - dove il conflitto con il lupo è forte e radicato". In un breve video l'allevatrice e casara spiega che, nonostante in zona il lupo sia visto come un "problema", lei ha però deciso di non farsi guidare dalla paura e di attrezzarsi per fare sì che la convivenza sia davvero possibile (nel suo caso, con ottimi risultati ndr). 

 

Come spiega, intervistata da Io non ho paura del lupo, la donna vive con la famiglia ad Alberese, nel cuore del Parco della Maremma: "Abbiamo un allevamento di pecore da latte e un caseificio dove trasformiamo il latte dei nostri animali - ma precisa -. Ovviamente non mancano anche i cani da guardiania, senza i quali non potremmo portare avanti l'attività". 

 

"L'unica cosa che funziona al momento, oltre al ricovero notturno, sono i cani da protezione - ammette -. Dal 2019 non abbiamo più subito predazioni. Ovviamente c'è stato un lungo lavoro dietro: non ne avevamo mai avuti prima del 2017, che è stato l'anno in cui abbiamo iniziato a 'ricevere' attacchi dei lupi".

 

In totale in azienda i cani da guardiania sono quattro: "E' stato un processo molto lungo e impegnativo ma sicuramente il risultato c'è: abbiamo raggiunto una sorta di equilibrio". Per quanto riguarda i turisti, per ora, non ci sono mai stati problemi: "I cani sono stati abituati sin da subito ad avere tante persone intorno. Oltra al caseificio abbiamo un agriturismo e una sala didattica in cui proponiamo esperienze, quindi era necessario avere dei cani equilibrati con l'uomo". 

 

E precisa: "Il cambiamento più grosso in tutto questo? Quello dentro di noi - fa notare l'allevatrice -. Le generazioni precedenti, soprattutto quella del nonno, non erano tanto a favore della coesistenza. Il lupo quando arriva devi un po' studiarlo: devi osservare, prepararti, programmare. Ti mette un po' alla prova, ma la coesistenza è il futuro". 

 

Oggi, peraltro, dopo tanti anni senza predazioni, la scelta di Marika sta facendo riflettere anche altri allevatori della zona: "Grazie al Fondo Coesistenza - concludono da Io non ho paura del lupo - siamo orgogliosi di poterle offrire un aiuto piccolo ma concreto. Perché la coesistenza non è una parola astratta: è fatta di persone come Marika, del loro coraggio e di piccoli gesti quotidiani che cambiano le cose".

 

 

 

 

 

 

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