''I cervi oggi sono tantissimi, erano 150 vent'anni fa ora sono oltre 1.500. Il bramito è il 'canto' del re dei boschi ma il periodo è particolare ed è bene prestare attenzione''
Con quasi 37 mila ettari di superficie, il parco naturale delle Dolomiti friulane è una delle riserve più estese del Friuli Venezia Giulia. Il bramito dei maschi sancisce il passaggio dall'estate all'autunno. Con Pierino Picco, guida ambientale ed escursionistica con una grande esperienza sul campo, scopriamo i segreti di questo verso fondamentale per il proseguo della specie

FORNI DI SOPRA (UDINE). Tra i fattori che in natura, tra i boschi e sulle montagne, scandiscono maggiormente il passaggio dalla stagione estiva a quella autunnale vi è sicuramente il momento in cui si inizia a sentire il bramito del cervo, questo “canto” vigoroso dei maschi che prelude alla stagione riproduttiva di questo nobile e maestoso animale. Negli ultimi anni il cervo è tornato a ripopolare la regione Friuli Venezia Giulia in gran numero, in particolare nel Parco naturale delle Dolomiti friulane, che con quasi 37 mila ettari, che attraversano otto comuni tra le provincie di Udine e Pordenone, è una delle riserve protette più vaste del territorio.
In questo periodo l'Ente parco studia e monitora le abitudini del cervo anche in questo particolare periodo dell'anno, come racconta per Il Dolomiti Pierino Picco, guida ambientale ed escursionistica con una grande esperienza sul campo, che da anni accompagna i visitatori all'interno dell'area, alla scoperta delle sue meraviglie. “Io credo che far ascoltare un richiamo così vibrante come il bramito del cervo possa aiutare questi animali nella loro tutela, e anche noi ad empatizzare con loro – spiega Picco -. Per poter sentire il bramito inoltre questo è l'unico periodo in tutto l'anno, perché maschi e femmine per il resto del tempo vivono in branchi separati, ecco perché è un momento così speciale, che di solito coincide con l'inizio dell'autunno. E' un comportamento che molto ci dice sulla vera natura dei cervi, perché in genere si pensa che la selezione da parte delle femmine avvenga sulla base degli esiti degli scontri, ma in realtà non è così, più forte è il bramito, più grosso è il cervo e la stragrande maggioranza di loro si ritira infatti in presenza di un maschio più possente e rinuncia. Gli scontri ci sono, e sono anche sostenuti, ma rappresentano una quota estremamente ridotta che riguarda solo gli esemplari alla pari e tra i più grandi”.
In ragione del considerevole aumento della popolazione di cervi nelle aree naturali, per questioni di sicurezza durante la stagione degli amori risulta particolarmente opportuno da parte di visitatori o escursionisti mantenere un atteggiamento responsabile qualora si incroci la propria strada con uno di questi animali, o anche se capiti di sentirne il bramito, soprattutto in questo periodo dove i cervi sono in uno stato di maggiore eccitazione. Ecco quali sono secondo la guida del parco le linee guida di comportamento generali da assumere: “I cervi nelle Dolomiti friulane oggi sono tantissimi – spiega Picco -. Quindici o vent'anni fa erano circa centocinquanta, oggi solo all'interno del parco ce ne sono grossomodo millecinquecento, dieci volte tanto. Ecco perché è particolarmente importante capire che quando ci addentriamo lungo i sentieri entriamo nel loro territorio, e vale per tutti gli animali selvatici, e come altre specie anche il cervo tendenzialmente evita il contatto con l'uomo. Essendo un periodo particolare però è necessario un grado ulteriore di attenzione e io di solito rimango ad almeno quattrocento metri dagli animali. Anche perché se si sente un bramito spesso è talmente forte che sembra quasi di avere il cervo a pochi passi. La zona dei loro incontri e dei loro richiami va rispettata ed è per questo che il nostro obbiettivo è limitarci ad ascoltare il cervo. Un'altra raccomandazione è quella di non raccogliere i palchi, che vengono persi a fine inverno. In questo ambiente dobbiamo essere osservatori rispettosi senza alterare l'equilibrio della natura”.
L'Ente del parco delle Dolomiti friulane celebra questo particolare avvenimento annuale con una serie di gite, come quella in programma il prossimo 3 ottobre, guidata proprio da Pierino Picco, con ritrovo alle 17 al centro visite di Forni di Sopra, previa prenotazione.


















