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Trento
18 ottobre | 17:35

Vigneti in quota, il Comune raddoppia le distanze dalle case per l'uso dei fitofarmaci e c'è l'ok della Commissione ma il Comitato vuole il referendum: "Resta solo il voto"

La Commissione comunale ha approvato il nuovo regolamento sull'utilizzo dei prodotti fitosanitari: raddoppia la distanza dalle abitazioni e dai luoghi sensibili rispetto alla norma provinciale. Il sindaco: "Risultato frutto di un lavoro serio e approfondito. Vogliamo evitare divisioni nella comunità". Il Comitato punta però sul referendum: "La popolazione venga lasciata libera di votare". La palla passa alla Commissione referendaria per la decisione finale

Vigneti in quota, il Comune raddoppia le distanze dalle case per l'uso dei fitofarmaci e c'è l'ok della Commissione ma il

BRENTONICO. Dalle distanze quasi raddoppiate rispetto alle disposizioni provinciali agli orari e diverse misure integrative e aggiuntive per minimizzare i rischi, via libera al nuovo regolamento sull'utilizzo di prodotti fitosanitari. Ma le acque restano agitate e il Comitato non arretra ma anzi rilancia: "L'unica strada è il referendum". Ora la palla passa alla Commissione referendaria, chiamata a decidere sul coinvolgimento della popolazione.

 

La Commissione comunale Regolamenti ha dato il via libera, venerdì 16 ottobre, alla proposta di nuovo regolamento sull’utilizzo dei prodotti fitosanitari. Un testo definitivo sul quale è arrivato l'assenso della Cantina Mori Colli Zugna che, dopo un confronto col proprio ufficio tecnico e alcuni soci dell’Altopiano di Brentonico, ha confermato la propria posizione favorevole alla proposta. Il documento è stato quindi approvato con 4 voti favorevoli (Giulio Gottardi, Graziano Passerini, Moreno Togni, Nicola Zoller) e 1 contrario (Mauro Dossi).

 

"E' un risultato importante, frutto di un lavoro serio e approfondito", commenta Mauro Tonolli, sindaco di Brentonico. "Abbiamo cercato un punto di equilibrio capace di aumentare concretamente la tutela della salute e dell’ambiente, tenendo conto delle caratteristiche particolari del nostro territorio. Credo sia altrettanto importante riconoscere il lavoro dei nostri agricoltori, persone che lavorano con serietà e sacrificio e che in questi mesi si sono trovati spesso al centro di un confronto molto acceso. Tutelare salute e ambiente, e riconoscere il valore di chi coltiva e mantiene il territorio, non sono obiettivi contrapposti. Il regolamento nasce proprio dalla volontà di tenere insieme queste esigenze".

 

Il voto arriva dopo mesi di lavoro e di numerosi incontri, che hanno coinvolto i rappresentanti del Consiglio comunale, maggioranza e minoranza consiliare, Comitato biodiversità e salute e produttori agricoli. Un percorso articolato che ha portato alla definizione di un regolamento che introduce misure integrative e aggiuntive rispetto alla disciplina provinciale, ricercando un equilibrio tra tutela della salute e dell’ambiente e sostenibilità delle attività agricole.

 

In questo contesto Gottardi, espressione delle minoranze, si è espresso favorevolmente al documento mentre Mauro Dossi avrebbe preferito proseguire ulteriormente il confronto e ha giudicato la proposta poco coraggiosa e politicamente debole rispetto a regolamenti più restrittivi adottati altrove. Ora il testo sarà trasmesso alla Commissione per i procedimenti referendari, organismo indipendente e distinto dalla Commissione comunale che si è espressa venerdì, per le valutazioni di propria competenza. L’intenzione dell’amministrazione è, qualora il percorso lo consenta, portare successivamente il regolamento in Consiglio comunale.

 

"L’obiettivo è arrivare all’approvazione di un regolamento che aumenti le tutele e possa consentire di evitare un referendum che rischierebbe di dividere il paese", ancora Tonolli. "Ora attendiamo la valutazione della Commissione referendaria, che svolgerà il proprio ruolo in piena autonomia".

 

Il documento, però, non è stato ritenuto sufficiente dal Comitato biodiversità, che ribadisce la volontà di arrivare al referendum. Il quesito, ammesso a giugno e poi sottoscritto da quasi 600 elettori brentegani, chiede che il Comune approvi misure più restrittive di quelle vigenti per l’uso dei fitofarmaci: maggiori distanze di sicurezza da abitazioni, asili, scuole, parchi pubblici, strutture sanitarie, nonché nuove distanze di sicurezza da ricoveri di animali, apiari, colture biologiche e risorse idriche; maggiori limitazioni meteorologiche e orarie per l'irrorazione dei fitofarmaci; barriere vegetali obbligatorie entro le distanze di sicurezza per contenere l’effetto deriva.

"Rispetto alla proposta di regolamento avanzata questa primavera, poi bocciata dal Consiglio comunale il 29 luglio, ci siamo resi disponibili, nel corso del confronto, a ridurre sensibilmente le proprie richieste, fino a rinunciare interamente in alcune parti, nello spirito di disponibilità e collaborazione che l’Amministrazione aveva auspicato", spiega il Comitato. E' rimasta una certa differenza di vedute sulle distanze dalle abitazioni.

 

“Abbiamo ridotto fino al minimo possibile le nostre richieste”, comunicano i membri del Comitato che hanno preso parte al confronto. “Ridurle ulteriormente avrebbe impedito di recepire la sostanza del quesito referendario e di tutelare davvero, con maggiore efficacia, la salute della popolazione. Purtroppo il nostro sforzo non è bastato. L’Amministrazione non ha accettato la nostra proposta di mediazione, condivisa anche da alcuni viticoltori, ed è rimasta ferma su una proposta che non recepisce il quesito referendario in modo completo né soprattutto sostanziale, ma solo parziale e meramente formale".

 

La trattativa non è andata a buon fine e non si è arrivati a una mediazione. 

 

"Davanti all’impossibilità di arrivare a una proposta condivisa, l’Amministrazione comunale aveva a disposizione due strade: indire senza indugi il referendum entro il termine previsto (11 novembre, per svolgere la consultazione entro domenica 20 dicembre) oppure sottoporre comunque la proposta non condivisa alla Commissione per i procedimenti referendari, che a giugno aveva approvato il quesito ed è la sola che può stabilire se la proposta accolga le richieste dei promotori e, in caso affermativo, decretare la decadenza del referendum".

 

Ora la questione, come anticipato, passa quindi alla Commissione referendaria.

 

"Purtroppo l’Amministrazione ha scelto la seconda strada", conclude il Comitato. "In ogni caso, lo Statuto comunale prevede, in modo opportuno, che la Commissione per i procedimenti referendari, prima di decidere, consulti il comitato promotore. In quella sede motiveremo dettagliatamente le ragioni per cui la proposta dell’Amministrazione non recepisce le nostre richieste e il referendum resta quindi la sola strada percorribile, e confidiamo che il nostro parere sia considerato vincolante. In questa situazione, la popolazione di Brentonico ha tutto il diritto di esprimersi con il voto. Chiediamo a gran voce che gli sia garantito, perché nulla, in democrazia, è più importante della volontà popolare".

 

Una nuova puntata di un tema molto dibattuto sull'Altopiano di Brentonico. Una vicenda che parte da un grosso investimento di un privato a conferma di una dinamica in atto nel settore vitivinicolo: la ricerca di terreni in quota per far fronte al cambiamento climatico. Un arrivo di una grande player che ha sollevato qualche dubbio, anche a livello di amministrazione comunale che dopo le elezioni locali avviato un percorso e un tavolo di confronto con varie realtà per capire i margini di manovra e, se possibile, regolamentare la questione sul fronte anche urbanistico. Tempi, pure di analisi delle normative, giocoforza lunghi e nel frattempo alcuni cittadini si sono riuniti nel Comitato biodiversità e salute con una petizione prima e una raccolta firme per chiedere un referendum (Qui un riassunto della vicenda). Una situazione che ha portato a qualche botta e risposta tra le parti (Qui articolo).

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