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Il comunicato degli ambientalisti in ricordo di Daniza

"Alla Provincia chiediamo una più convinta, ampia e approfondita attività divulgativa a favore degli orsi"

Pubblicato il - 07 settembre 2016 - 14:01

"Il 15 agosto 2014 l’orsa Daniza e i suoi due piccoli, inseguiti e stressati in precedenza da improvvisati fotografi, ebbero la sventura di imbattersi in un uomo che, probabilmente, cercava proprio loro. Gli esperti concordano: l’orsa, come ogni mamma di ogni specie, temendo per la loro incolumità e ravvisando un potenziale pericolo, è intervenuta ed ha allontanato l’intruso dai cuccioli. L’uomo ha riferito con molteplici versioni, come l’orsa l’abbia aggredito ferendolo ma nessuna indagine ha accertato la verità. Subito dopo l’uomo rilasciava interviste per rivelare la “terrificante”esperienza ed esibire appariscenti fasciature".

 

"L’orsa, invece, non ha potuto raccontare la sua versione, è stata condannata e braccata per essere catturata. Durante le operazioni di cattura, l’11 settembre 2014 Daniza è stata uccisa da errori in fase di sedazione ma se nessuno ne avesse disposta la cattura, non ci sarebbero stati errori. Le responsabilità per quanto accaduto, sono della Provincia Autonoma di Trento che poco o nulla ha fatto in passato per: proteggere l’orsa da chi pesantemente la disturbava, prevenire gli incidenti e favorire la pacifica convivenza con gli uomini. L’anno scorso un podista subì un grave attacco, anche a causa di insufficienti informazioni su come comportarsi in area orsi, di conseguenza, un’altra mamma orsa, la schiva KJ2, è ancora oggi braccata, benché abbia dimostrato ampiamente di sapersi tenere lontana dalle attività umane, perché sia catturata e rinchiusa in un angusto recinto". 

 

"Dati scientifici ci informano che il 75% del pianeta è stato alterato in modo significativo dalle attività umane, così come il 97% delle aree più ricche di specie animali e vegetali ed è per questo, che è in atto una temibile crisi della biodiversità. Tra luglio e i primi giorni di settembre 2016 sono state circa 45 le vittime da incidenti in montagna, oltre 500 in tutto il 2015 e 462 nel 2014. Il nostro interesse è che per il bene di tutti ci si avvicini alle montagne con rispetto, prudenza e sano spirito di autoconservazione, le cime non sono un Luna Park".

 

"Le montagne sono un ambiente da salvare per gli esseri umani ma anche perché ecosistema prezioso e insostituibile, e quindi esortiamo a visitarle con passo leggero. Invitiamo ancora una volta la generosa comunità trentina a voltare pagina, ad abbandonare percorsi fin troppo facili seguendo i potenti promotori di asfalto, cemento, chimica e fucili, nemici di salute, animali e ambiente per intraprendere un percorso rigoroso e virtuoso per la protezione della biodiversità con l’appassionata partecipazione delle associazioni ambientaliste e animaliste".

 

"Sollecitiamo la PAT a una più convinta, ampia e approfondita attività divulgativa a favore degli orsi ma anche di lupi e linci le cui popolazioni stanno riprendendosi dal quasi totale azzeramento del passato".

 

Questo comunicato è firmato da: LAC Trentino Alto Adige/Südtirol, Flama d'Anaunia, ENPA, Guardie per l'Ambiente Trentino AltoAdige, OIPA Trento, OIPA Bolzano, Comitato per l'orso Trentino AltoAdige/Südtirol.

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