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Pesticidi vicino a case, scuole, piste ciclabili e altre aree sensibili: si può solo di notte. L'allarme della Uil: "Problema sottovalutato, in Trentino si abusa"

La Giunta ha deliberato le nuove regole, integrando il piano d'azione nazionale. Nuove distanze minime e norme più rigide per le zone frequentate da persone o gruppi vulnerabili. L'uso di fitosanitari può avvenire dalle 21 alle 7

Di Luca Andreazza - 11 febbraio 2017 - 20:07

TRENTO. Oltre a quanto già previsto nel Piano d'azione nazionale in materia di uso sostenibile dei fitosanitari, rientrano ora anche gli edifici privati, le relative pertinenze e aree sensibili, per i quali è richiesta una distanza di 30 metri in assenza di strumentazioni antideriva, mentre diversamente il limite si abbassa da 10 a 5 metri a seconda della tossicità della sostanza utilizzata. A distanze inferiori ai 30 metri da scuole, asili, piste ciclabili, zone pedonali, parchi giochi, campi sportivi, strutture sanitarie, residenziali e sociosanitarie si possono effettuare trattamenti solo dalle 21 alle 7 a prescindere dal grado di tossicità. Queste le novità provinciali che integrano quanto già disposto dalla normativa italiana.

 

"Il sistema frutticolo trentino nelle sue varie componenti - spiega l'assessore Michele Dallapiccola - è fortemente impegnato nel garantire un'agricoltura attenta alla salute e alla qualità della vita. Le norme adottate, introducono una serie di regole che rispetto a quanto stabilito a livello nazionale prevedono un ulteriore supplemento di responsabilità, da parte di tutti, nei confronti della popolazione e del territorio".

 

Gli obiettivi delle misure per l'impiego sostenibile dei prodotti fitosanitari nelle aree frequentate dalla popolazione o da gruppi vulnerabili, sono quelli di prevenire i danni alla salute umana e animale, ma anche mitigare i rischi di inquinamento e tutelare una serie di zone specifiche e luoghi sensibili del territorio.

 

"Vogliamo valorizzare - continua l'assessore - la sostenibilità della frutta trentina, in particolare il grosso impegno con le associazioni di categoria e l'Associazione produttori ortofrutticoli Trentini per alzare la qualità della proposta all'insegna della convivenza e della salute. Questa è la precisa volontà di valorizzare un prodotto che ha avviato un percorso che ha dato alla frutticoltura trentina una marcia in più: disciplinari integrati, analisi sui residuali massimi di farmaco rinvenibili nelle materie prime e azione di rigoroso controllo della produzione sono solo un corollario dell'interpretazione del Pan per quanto riguarda distanze e orari. Un punto di equilibrio raggiunto dopo oltre un anno di lavoro con tutti gli attori del sistema trentino che si sono messi in gioco con un'assunzione di responsabilità".

 

La proposta però di consentire i trattamenti antiparassitari a frutteti e vigneti solo dalle 21 alle 7 di mattina, rispettando la distanza minima di 30 metri, ha suscitato perplessità da parte degli agricoltori interessati. I motivi della contrarietà sono molteplici, come il pericolo per gli esecutori dei trattamenti costretti ad operare di notte, il rumore provocato dagli atomizzatori, la copertura incompleta delle piante da trattare per insufficiente visibilità del bersaglio e l'umidità notturna. Senza dimenticare il caso delle piste ciclabili, che spesso ripercorrono il tracciato di strade interpoderali realizzate molti anni prima per consentire l’accesso a frutteti e vigneti situati in zone di difficile accesso o molto declivi, aumentando quindi il rischio di incidenti lavorando nelle ore notturne.

 

La Uil non entra nel merito sulle limitazioni di distanze e orarie, "ma - sottolinea il segretario Walter Alotti - ci basti dire che se un pesticida è tossico e pericoloso a 29 metri di distanza da una casa privata alle 8 del mattino, non è che a 30 metri alle 7 del mattino diventi un toccasana".

 

L'agricoltura in Trentino è un settore chiave e l'unica strada percorribile è quella del biologico e della sostenibilità: "Si può ottenere questo risultato - prosegue il sindacalista - solo convincendo con determinazione i cittadini che un organismo sano è più importante di una mela lucida".  

 

Recentemente è stata inoltre annunciata un'indagine, supportata dall’Azienda sanitaria e dall’Istituto superiore di sanità, sulle incidenze di tipo oncologico, malattie di tipo degenerativo e disturbi dell’apprendimento legati all’eccessivo e sconsiderato uso di pesticidi in Trentino.

 

"Il Trentino Alto Adige - conclude Alotti - detiene il primato in Italia per il consumo di sostanze attive di fitofarmaci per ettaro di superficie trattabile: 42,9 chili per ettaro contro la media italiana di 5,9 chili per ettaro. Questa azione denota una presa di coscienza del problema che incontra il nostro favore, ma anche un correre ai ripari che testimonia quanto questo aspetto sia stato sottovalutato. E' necessario trovare un equilibrio virtuoso tra agricoltura, modernità, economia e lavoro. Dal nostro punto di vista questo si conquista trasformando una necessaria impostazione salutista in una fonte di ricchezza e occupazione: contiamo, in questo, sul supporto di qualche imprenditore illuminato".

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