Tre generazioni, una gestione femminile e un'unica visione, la cantina Letrari festeggia 50 anni di storia nel vino: "Non abbiamo mai perso il legame con le radici"

Cercherò di stuzzicare curiosità e piacevolezze. Lasciando sempre spazio nel bicchiere alla fantasia
L scritto in un carattere cubitale, per sancire il numero romano 50, ma anche e soprattutto per festeggiare il mezzo secolo di storia spumantistica della famiglia Letrari.
Con un ulteriore rafforzativo della ‘L’, per ribadire il valore iconico di questa autorevole maison trentina, gestione al femminile, Lucia Letrari, la sua giovanissima figlia Margherita e l’amorevole supervisione di nonna Maria Vittoria. Sono 50 anni di briose evoluzioni spumantistiche, tre generazioni e un’unica, incrollabile visione: trasformare l’anima della Vallagarina in vini capaci di sfidare il tempo.
La cantina Letrari taglia il traguardo del mezzo secolo di vita, un percorso costruito su passione, rigore e quella competenza enologica che ha segnato profondamente la storia del vino italiano.
"Sono orgogliosa di essere riuscita a raccogliere e tramandare l’eredità di mio padre, trasformando il suo insegnamento in un progetto capace di guardare avanti senza mai perdere il legame con le nostre radici", dice Lucia Letrari. "Cinquant’anni rappresentano per noi un traguardo importante: raccontano una storia di famiglia, di passione e di lavoro, ma soprattutto una visione di futuro da consegnare alle nuove generazioni".
Tutto inizia con Leonello Letrari, figura leggendaria dell’enologia trentina.
Già nei primi anni Sessanta, Leonello aveva scosso il settore creando il Fojaneghe, primissimo uvaggio bordolese d’Italia, creato per la Cantina Bossi Fedrigotti e destinato a diventare un vino simbolo del territorio.
Vino rosso e bolllicine, una passione che Nello Letrari trasforma in uno stile di vita. Fondando l’Equipe 5, storica azienda spumantistica trentina dei primi anni ’60, per poi - nel 1976 - fondare un’azienda familiare, mirata prevalentemente allo spumante classico.
Dieci anni dopo entra in azienda Lucia Letrari, neo diplomata a San Michele, al tempo tra le poche donne enologo. Lucia porta con sé una nuova sensibilità stilistica, affiancando il padre nella firma delle cuvée che avrebbero consacrato il marchio.
Nel 2000, la crescita dell'azienda porta all'inaugurazione della moderna sede a Borgo Sacco di Rovereto: una struttura sostenibile che fonde architettura rurale trentina e tecnologie d’avanguardia. Con la scomparsa di Leonello nel 2017, la guida passa ufficialmente a Lucia, oggi affiancata dalla figlia Margherita e il fratello Paolo Emilio, consolidando la gestione familiare.
"Portare avanti la storia della nostra famiglia significa prima di tutto custodire e valorizzare quanto costruito da mio nonno", sottolinea subito la giovane Margherita, che oggi segue la comunicazione, l’ospitalità e affianca la madre nei vari eventi fieristici. "Crescere in questa realtà mi ha insegnato il valore delle persone e dell’impegno quotidiano che rendono viva la cantina. Allo stesso tempo, credo sia fondamentale guardare al futuro con uno sguardo nuovo, giovane e contemporaneo, portando avanti una gestione femminile dell’azienda, oggi guidata da me e da mia mamma. Stiamo lavorando al restyling delle etichette dei vini fermi proprio con questa idea: rinnovare l’immagine senza perdere la nostra identità. L’obiettivo è avvicinare il vino alle persone della mia generazione, raccontandolo in modo più diretto, naturale e attuale, capace di parlare anche ai giovani".
Per celebrare questo importante anniversario, Letrari presenta tre nuovi vini simbolo in edizione limitata: vini che raccontano il tempo, la memoria e l’eccellenza di una famiglia che da mezzo secolo firma alcune delle bollicine più rappresentative del Trentino.
Non semplici etichette ma un racconto del percorso dell’azienda attraverso il tempo, la memoria e la continua ricerca qualitativa: "Le tre etichette – spiega Lucia Letrari - sono state create appositamente per questo anniversario e sono il simbolo del nostro percorso. Il +4 Rosé Riserva Limited Edition racconta da dove siamo partiti e dove siamo arrivati; il 76 propone una nuova interpretazione dell’attuale Riserva della cantina, con tre vitigni e un passaggio in piccole botti di rovere; il 152 Rosé Extra Brut esprime invece tutta l’eleganza del Pinot Nero valorizzata da un lunghissimo affinamento".
Spumanti per certi versi davvero monumentali. Degni della cubitale lettera L.
+4 Rosé Extra Brut Riserva Limited Edition – 50 Anni
Edizione celebrativa che rende omaggio ai cinquant’anni della cantina e alla sensibilità femminile che da sempre accompagna la storia di Letrari. Questo Trentodoc Rosé Riserva Extra Brut nasce dalla vendemmia 2012 da Pinot Nero e Chardonnay e matura sui lieviti per 156 mesi, esprimendo con eleganza il valore del tempo.
Un rosé celebrativo che racconta le origini e l’evoluzione di Letrari, prodotto in soli 852 pezzi.
Letrari 76 – Edizione Cinquantesimo
Prodotto in sole 76 bottiglie Magnum numerate, questo Trentodoc Extra Brut Riserva celebra l’anno di fondazione della maison. L’annata 2019 interpreta il presente di Letrari attraverso un assemblaggio di 50% Pinot Nero, 40% Chardonnay e 10% Pinot Bianco, con affinamento in piccole botti di rovere.
Disponibile in cantina, in enoteca Meregalli e pochi selezionati Amabassador della Maison in Italia.
Letrari 152 : il Raro di Letrari – Edizione Cinquantesimo
La più rara e iconica tra le etichette celebrative: solo 152 Magnum numerate per questo Trentodoc Rosé Extra Brut, nato dalla vendemmia 2007 e affinato per 212 mesi sui lieviti, oltre diciotto anni di lenta evoluzione. È composto da 90% Pinot Nero e 10% Chardonnay, sintesi perfetta tra struttura e finezza.
Spumanti d’assoluto prestigio, destinati ai cultori delle bollicine più importanti. Esclusivi, prezzi impegnativi, ma decisamente appaganti e indicati per degustazioni memorabili. In tutto.












