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Finale da sold out per Ipernatural tra arte e sacro

Una sorta di rave party, ristretto. I rapporti fra i ragazzi, cambiano nei novanta minuti. Intimità insistenti ed emozioni collettive viaggiano in uno spazio indefinito. Il movimento si interrompe per riprendere con più ritmo. Come un’onda, i desideri tra i componenti del gruppo, diventano ossessivamente irrequieti
DAL BLOG
Di Alda Baglioni - 30 luglio 2019

Insegna arte al Bonporti con chaplin nel cuore

I temporali estivi non frenano il pubblico di Drodesera. Sabato 27 luglio Centrale Fies ha coinvolto, come sempre, tante anime, unite dalla voglia di stupirsi e d’immergersi in suggestioni originali. La performance al centro dei lavori degli artisti, assume significati diversi nelle differenti sperimentazioni. Le parole non servono. Nella pièce della regista franco austriaca Gisèle Vienne “Crowd”.

 

La coreografa lavora sul rapporto tra arte e sacro, nella sua dimensione collettiva. Sul palco, il terreno sabbioso, si presenta a noi, arido, in turbina 1. Luci ed ombre rendono il luogo senza tempo. Lattine e bottiglie di plastica vuote a terra. Il gruppo entra uno alla volta ballando, quindici ragazzi, muovendosi al comando di una musica ossessiva, techno.

 

Una sorta di rave party, ristretto. I rapporti fra i ragazzi, cambiano nei novanta minuti. Intimità insistenti ed emozioni collettive viaggiano in uno spazio indefinito. Il movimento si interrompe per riprendere con più ritmo. Come un’onda, i desideri tra i componenti del gruppo, diventano ossessivamente irrequieti.

 

Neanche una parola, solo avvicinamenti, scontri, gesti rituali. Si buttano lattine a terra, si accende una sigaretta, si cade, ci si bacia, si litiga, si spruzza l’acqua addosso. Ognuno si avvicina all’altro o rimane solo e guarda il cielo che non c’è. Il fumo alla fine, è polvere, è segno arcaico di un passato inesistente. Tutto è presente, si ricomincia sempre, la colonna sonora lo richiede.

 

Una ragazza dai capelli rossi raccoglie le felpe buttate a terra, ma nessuno le rivorrà. Il pubblico, anch’esso comunità coinvolta dalle relazioni, aspetta il finale per scaricare le emozioni con incessanti applausi per i quindici performer, provati dalla fatica fisica. Muoversi, fermarsi, ridere, adirarsi, è il gruppo che decide? Drodesera-Centrale Fies, mondo creativo dove la performance ha messo le sue radici, progetto non-stop, verso il futuro, “for high visibility”.

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