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La regista Katia Bernardi racconta Susanna Tamaro in ''Inedita'', un nuovo filone dopo alcuni lavori fortemente legati alla terra natia

DAL BLOG
Di Alda Baglioni - 03 gennaio 2022

Appassionata di arte e cinema con Chaplin nel cuore

Far finta di essere sani. Susanna Tamaro ha venduto diciotto milioni di copie con “Va’ dove ti porta il cuore” ed è entrata nei cuori di tutto il mondo (il libro è distribuito in quarantacinque paesi). Ora Katia Bernardi, registra e sceneggiatrice trentina doc, svela le parti nascoste della scrittrice triestina con il docufilm “Inedita”.

 

La regista, affronta un nuovo filone di ripresa, dopo alcuni lavori fortemente legati alla sua terra natia. Basti pensare a “Sloi, la fabbrica degli invisibili” 2011, a “Live on Mart” 2015, a “Arte Sella-La città delle idee” 2016.

 

Conosciuta per il leggiadro documentario “Funne. Le ragazze che sognavano il mare” (un gruppo di “ragazze” ottantenni trentine) del 2016, la filmmaker entra ora nel mondo inesplorato di una scrittrice famosa che si sente perseguitata dai pregiudizi, come nel libro “Anima mundi”, criticato aspramente.

 

“Su di me sono state dette una quantità infinita di cose pessime", - dice la Tamaro nel documentario in cui si rivela. Due anni di lavoro e già dalle prime scene il Trentino e le sue splendide montagne fanno da sfondo alla vita scoppiettante della scrittrice. Perché tra le Dolomiti che la regista ha incontrato per la prima volta la scrittrice.

 

Indomabile sportiva, vediamo Tamaro sugli sci da fondo e sulla slitta fra magiche piste innevate, espressione di purezza e silenzio. Le hanno diagnosticato, pochi anni fa, una forma di autismo, la sindrome di Asperger. Infatti lei è iperattiva, ha difficoltà nella comunicazione e nella trasmissione delle emozioni e ha un comportamento ripetitivo. La scrittrice dichiara di non essere in grado di capire la realtà.

 

Abbandonata dai genitori triestini, dice, in una casa-famiglia all’età di quindici anni, parente alla lontana dello scrittore Italo Svevo, Tamaro fatica a imporsi nel mondo editoriale. L’unica che la capisce è la nonna. Anche Federico Fellini l’apprezza quando esce il suo libro “Per voce sola”.

 

Da Trieste a Roma al Centro Sperimentale di Cinematografia, lei diventa regista, collabora con la Rai, e scopre la scrittura. Con “La testa fra le nuvole” libro scritto nel 1989, l’incontro che segnerà la sua vita: con Roberta Mazzini, una sceneggiatrice che diventerà la compagna fedele. Si instaurerà “un rapporto familiare di accudimento reciproco”. Come un road movie, da Roma ci si sposta in campagna.

 

Tra Terni e Orvieto, a Porano, nella natura e fra gli animali, Susanna Tamaro risolve i suoi problemi di asma e può vivere, si fa per dire, serenamente. Roberta Mazzini, milanese doc, è determinata e l’aiuta a organizzare la vita sociale nonostante lei non voglia frequentare i salotti borghesi.

 

Ma chi è Tamaro? La ciclista che aggiusta biciclette, la maestra di arti marziali, la camperista, la praticante del tiro a segno, per concentrarsi, l’ornitologa? Impossibile catalogarla, solo la scrittura ha dato un senso alla sua vita. “La scrittura non è la mia passione, è la mia vocazione”. Dalle sembianze androgine, lei si definisce un extraterrestre, incapace di capire chi ha davanti.

 

In silenzio la regista conduce le interviste senza mostrarsi. Compaiono sullo schermo, il fratello di Susanna, Lorenzo, l’amico poeta regista triestino Marko Sosic, l’editrice Vicki Satlov e l’onnipresente Roberta. La colonna sonora segna il ritmo e dà importanza ai dettagli.

 

La leggerezza si trasforma a volte in dramma esistenziale. “Ogni libro è come un parto, quando finisce ti senti il vuoto dentro” dice. Ma lei sa come colmarlo, si guarda attorno e trova subito qualcosa da fare. Il lavoro di Katia Bernardi è dedicato al padre Sergio, artista, editore, scrittore, uomo di cultura morto nel 2020. “Inedita” è stato presentato in concorso alla Festa del Cinema di Roma ed è stato proposto in prima serata su Rai5 il 27 dicembre.

 

Prodotto dalla GA&A Productions, realizzato in collaborazione con Rai Cultura e Trentino Film Commission, con il sostegno di Fondazione Luca e Katia Tomassini e Montura, il documentario uscirà presto nelle sale cinematografiche.

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