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''Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto!''

Nel giorno della Pasqua del Signore, la chiesa cattolica legge il racconto della risurrezione dal vangelo secondo Luca
Dal blog di Alessandro Anderle - 21 aprile 2019 - 14:21

Lc 24,1-12 [In quel tempo] Il primo giorno della settimana, al mattino presto esse si recarono al sepolcro, portando con sé gli aromi che avevano preparato. Trovarono che la pietra era stata rimossa dal sepolcro e, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù. Mentre si domandavano che senso avesse tutto questo, ecco due uomini presentarsi a loro in abito sfolgorante. Le donne, impaurite, tenevano il volto chinato a terra, ma quelli dissero loro: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto. Ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea e diceva: «Bisogna che il Figlio dell'uomo sia consegnato in mano ai peccatori, sia crocifisso e risorga il terzo giorno»». Ed esse si ricordarono delle sue parole e, tornate dal sepolcro, annunciarono tutto questo agli Undici e a tutti gli altri. Erano Maria Maddalena, Giovanna e Maria madre di Giacomo. Anche le altre, che erano con loro, raccontavano queste cose agli apostoli. Quelle parole parvero a loro come un vaneggiamento e non credevano ad esse. Pietro tuttavia si alzò, corse al sepolcro e, chinatosi, vide soltanto i teli. E tornò indietro, pieno di stupore per l'accaduto.

 

Nel giorno della Pasqua del Signore, la chiesa cattolica legge il racconto della risurrezione dal vangelo secondo Luca. L'anno della morte di Gesù la Pasqua ebraica, Pesach, cadeva di venerdì – con la cena pasquale tenuta il giovedì. Prima del tramonto di venerdì – che indicava l'inizio dello Shabbat – Gesù muore sulla croce, viene deposto nel sepolcro e le donne preparano gli unguenti per ungere il cadavere. Dio era morto, e con lui per i discepoli inizia la notte del mondo.

 

Ora, la domenica mattina all'alba – primo giorno della settimana ebraica – le donne che avevano seguito Gesù fin dalla Galilea, dal primo momento della sua predicazione, si recano al sepolcro per ungere il corpo morto, come era nelle loro usanze. Non si sottolineerà mai abbastanza il fatto che, in tutta la letteratura evangelica, le testimoni del momento fondamentale per quello che diverrà il cristianesimo, sono delle donne. Delle donne che in una società di stampo fortemente patriarcale abbandonarono la propria famiglia – le donne non erano libere in sé: proprietà del padre oppure del marito -, seguirono nella sua peregrinazione un uomo non sposato, si interessarono e si occupa no delle “cose di Dio” - anche questo essenzialmente riservato agli uomini. A loro viene annunciata la risurrezione, a coloro che sono possibilità amorosa di vita viene annunciata la nuova Vita.

 

Era l'alba del giorno ed era l'alba del mondo, rinata da un sepolcro vuoto. Degli inviati di Dio – le vesti folgoranti sono le stesse indossate da Elia e Mosè durante la trasfigurazione – danno il “lieto annuncio”, che in greco si dice euangelion, il vangelo. Le donne «si ricordarono» delle parole di Gesù, le compresero e vollero condividere questa lieta novella con gli Undici che, probabilmente del tutto sconsolati ed ormai sconfitti, si erano riuniti dopo la cattura e l'uccisione del loro Maestro. Ma gli uomini non credettero.

 

Oggi sappiamo – o si crede di sapere – quasi tutto dal punto di vista storico e culturale sul momento della risurrezione. Ma quanto giova all'economia generale della fede? In altre parole: la Pasqua in quanto tale può ancora parlare all'uomo contemporaneo? La risposta sta nel cuore di ogni creatura, ma, nell'epoca dei sentimenti tristi e degli “io” prima di tutto, forse un po' di gioia autentica, la gioia nell'amore di Dio e del prossimo, è quantomai necessaria. Buona Pasqua.

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