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Petronio: ''Porto sul palco quello che sono e mantengo in vita le persone che hanno segnato la mia carriera artistica''

Lo spettacolo di Stephen Petronio, "Hardness 10", è un viaggio attraverso la sua formazione, i maestri che lo hanno definito come artista e le tematiche a lui più care, portate in scena in modo chiaro ed emozionante
Foto di MoniQue
Dal blog di Alice Nardelli - 23 marzo 2019 - 12:12

Stephen Petronio approda in Europa con “Hardness 10” sul palcoscenico del teatro sociale di Trento, accolto con entusiasmo da un pubblico internazionale.

 

Lo spettacolo, che prende il nome proprio da questa nuova coreografia, è il racconto del percorso artistico del coreografo americano tra i massimi esponenti della danza contemporanea. "In questo momento della mia vita - dice Petronio - ho sentito l’esigenza di definire con libertà il mio mondo. Per questo la scelta dei brani si sviluppa all’interno del progetto Bloodlines (linee di sangue). Ho bisogno di seguire due intenti in particolare: portare sul palco quello che sono e mantenere in vita le persone che hanno segnato il mio percorso artistico, Trisha Brown e Steve Paxton in particolar modo".

 

Così Petronio si racconta agli spettatori rimasti in sala ad applaudirlo, in un dialogo emozionante e sincero con Emanuele Masi, il consulente per la danza del Centro servizi culturali S. Chiara di Trento. 

 

Conservatore della post modern dance americana, il coreografo porta in scena uno spettacolo che è un omaggio al suo maestro Steve Paxton di cui ripropone un estratto dalle “Goldberg Variations” danzato da Nicholas Sciscione. “Untitled Touch” e “Bud Suite”, firmate invece da Petronio e oramai parte del repertorio coreografico americano, ne enfatizzano i tratti distintivi della sua danza.

 

Il primo brano è caratterizzato da una sequenza continua di impulsi che vengono trasmessi da un danzatore all’altro, dando vita ad una coreografia fatta di accenti e ritmi incalzanti. “Bud Suite” è invece il racconto di identità fluide alla ricerca del desiderio, sulle note delle più celebri canzoni d’amore di Rufus Wainwright.

 

In scena trionfa la ricerca di un amore che va oltre le distinzioni di genere, i pregiudizi e i luoghi comuni, liberandosi nell’emozionante “Agnus Dei” finale che rivela una richiesta pura di libertà. “Hardness10”, in prima europea, è il vero e proprio gioiello dello spettacolo. I sei danzatori entrano in scena sulla musica di Nico Muhly scolpendo sul palcoscenico linee nette e precise in pattern che ricostruiscono il taglio del diamante, soggetto a cui è dedicata l’intera coreografia.

 

I passi proseguono poi in un’articolazione sempre più densa, con citazioni dello stile postmoderno che si fondono insieme alle linee fluide della contemporaneità di Petronio. “Lo stato meditativo in cui si apre il brano vuole evocare la doppia valenza di questa scelta – spiega il coreografo -. Nel diamante c’è tutta la bellezza, la purezza e la forza che le donne hanno in sé, ma ricordiamoci che è anche la stessa pietra regalata dall’uomo per conquistare la compagna e impossessarsene. La mia coreografia, che prende il titolo proprio dall’indicazione della durezza del diamante, vuole però essere una liberazione di questo stereotipo prettamente maschilista. Per evidenziare il messaggio, mi sono affidato ai costumi disegnati da Patricia Field, curatrice degli abiti di famose serie tv come Sex and the city, sui cui compaiono graffiti femministi di forte impatto, She’s the boss e Don’t touch, tra gli altri".

 

Lo spettacolo di Stephen Petronio è un viaggio attraverso la sua formazione, i maestri che lo hanno definito come artista e le tematiche a lui più care, portate in scena in modo chiaro ed emozionante. Un viaggio colmo di gratitudine, in cui ogni spettatore ritrova una sfumatura che appartiene all’umana e istintiva necessità del contatto con l’altro.

 

La stagione InDanza del Centro servizi culturali S. Chiara prosegue con “Golden Days”, martedì 26 marzo al teatro comunale di Bolzano e mercoledì 10 aprile al teatro sociale di Trento, con la prima italiana di "Yo, Carmen".

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