''La parola sionismo indica il diritto di Israele a esistere. Chi sostiene la necessità di due stati, Palestina e Israele è naturalmente sionista'', finalmente: grazie Erri De Luca

Comunista, cinefilo lukacsiano, dal 1999 collabora al quotidiano Alto Adige per il quale ha curato la rubrica settimanale di enogastronomia. Ha scritto per mensili e riviste tra cui l’Espresso e la guida ai Ristoranti d’Italia, la guida “Osterie d’Italia”, portavoce Slow Food Alto Adige, è tra i maggiori esperti di cultura agroalimentare altoatesina.
''La parola sionismo indica il diritto di Israele a esistere come Stato.
Chi sostiene la necessità di due Stati, Israele e Palestina, è naturalmente sionista, poiché considera Israele uno dei due Stati.
Chi, invece, sostiene la cancellazione di Israele non è per la soluzione a due stati e coincide con Hamas''.
Erri De Luca

Meglio tardi che mai. Una semplice banale verità che solo un grande e coraggioso intellettuale poteva trovare la lucidità di proferire nel contesto della sinistra italiana di cui oggi è abbastanza difficile andare orgogliosi. Diciamo.
Credo che qualcuno si sia accorto che ci si è spinti un po' troppo in là.
Quel terribile messaggio arrivato dai giovani del PD di Bergamo (hanno condiviso un post che recitava “Meglio maiale che sionista/questo non è antisemitismo”) è la goccia che rischiava di far traboccare il vaso dell'odio antisemita che troppi cattivi maestri e maestre italiani hanno contribuito a riempire in questi ultimi tre anni.

Aggiungo un incontrovertibile dato di fatto sul Sionismo storico, da tempo superato dal post-sionismo se non nella testa di pochi pazzi della destra religiosa israeliana al governo che speriamo vengano spazzati via dalle prossime elezioni in Israele (lì c'è una democrazia). Gli ebrei di oggi sono i figli di due destini: quello di chi all'inizio del 900 comprese l'intuizione di Theodor Herzl e fuggì dall'Europa, cercando rifugio in America, in Inghilterra o nei campi aridi e incolti della Giudea, per creare un proprio Stato, il Sionismo, e quello di tutti gli altri, la stragrande maggioranza, che fiduciosa rimase in quella che considerava casa propria e finì tradita e sterminata nei campi di concentramento della maledetta Europa cristiana, fascista e antisemita di allora.
Dalle sue ceneri, da quelle Ceneri, nacque la nostra patria comune di oggi. E noi non la tradiremo. Non li tradiremo.
Grazie Erri












