Al Teatro Capovolto la magia della poesia in scena per il David Wilkinson Poetry Slam

Ribelle quanto basta amo gli animali e in particolare i gatti. Inseguo sempre i miei sogni come quello di scrivere e da sempre racconto storie spesso e volentieri di mici e micie.
È indubbiamente una cornice suggestiva per qualsiasi spettacolo. Su questo non vi è dubbio alcuno. Lo sfondo del teatro Sociale capovolto, illuminato sapientemente all'imbrunire , oltre ad una selezionata serie di pellicole cinematografiche, lascia spazio alla fantasia. In particolare a quella magica che solo la poesia ci dà in dono. E questa è stata una delle ultime frasi della composizione di una delle concorrenti della quarta edizione del David Wilkinson Poetry Slam, composta di due serate, il 22 e il 23 agosto. È una tenzone poetica organizzata dal Centro Servizi Culturali Santa Chiara, dedicata alla memoria di David Wilkinson poeta inglese poliglotta , studioso e docente scomparso prematuramente.
Era presente la moglie Caterina Dominici, pubblicista, saggista e critico letterario, e autrice di numerose pubblicazioni, visibilmente commossa. Entrambe le giornate sono state incalzanti e molto accattivanti, grazie anche alla grande disinvoltura e naturalezza dei tre presentatori, Beatrice Cassini, Francesco Azzarita e Davide Steccanella che a turno, fuori concorso, hanno presentato poesie bellissime e piene di sentimenti profondi. I partecipanti erano dodici, Daniele Barnaba, Lorenzo Braccaioli, Veronica Turcato, Davide Scarin, Giadandrea Asia Canobbio, Filippo Benedetti, Elisa Brunelli, Jessica Zampiero, Dafne Graziano, Giulio Bottecchia, Kadija Chafik Idrissi e Antonio Pinnetti.
La giuria è stata scelta a caso fra il pubblico, in modo spontaneo e accattivante. Una di queste persone nella semifinale...era chi scrive, pescata per caso...e vi assicuro che dare un giudizio è stato un compito veramente arduo, perché...come si dice in gergo..c'era veramente tanta tanta roba... Il particolare che più mi ha colpito era l'eclettica variegata umanità...che traspariva sorniona da ogni fiume di versi. Chi faceva piangere e chi ridere, sempre però con una punta nascosta di sottile introspezione malinconica, che solo le parole in poesia ci sanno dare e comunicare.
Sapiente e disinvolta la presenza scenica, e la capacità di eloquio, di alcuni in particolare, che ci hanno raccontato, in maniera dolceamara, pezzi della loro essenza inquieta e palpitante dando alle parole incalzanti il compito di descrivere i sentimenti e le passioni. Ognuno di loro in modo diverso..ognuno con le sue peculiarità.
Il grande segreto di queste poesie , di alcune particolarmente, era la splendida naturalezza che traspariva nel descrivere la gioia, il dolore, il desiderio, gli affetti mancati in modo talvolta concitato e a volte ritmato e avvolgente , ma sempre creato per sorprendere e catturare chi ascolta in un mondo precipuo a chi recita le poesie, scritte con indubbio slancio creativo. In modo da mostrare, indifesi, la propria anima senza sovrastrutture o archetipi narrativi.
"La poesia eleva quel bisogno di andare verso il sogno ," Antonio Pinnetti. Questa è la frase conclusiva del componimento del vincitore. E parla da sola.












