Da Ammar colpito alla schiena mentre andava in bici al cane eroe Bruno ucciso da un wurstel infarcito di chiodi, la violenza in tutte le sue forme è una terribile atrocità

Ribelle quanto basta amo gli animali e in particolare i gatti. Inseguo sempre i miei sogni come quello di scrivere e da sempre racconto storie spesso e volentieri di mici e micie.
Violenza. In tutte le sue forme. In tutta la sua terribile atrocità. Non importa chi colpisca, quale sia il bersaglio designato, umano o animale.
Quello che mette in allarme è che l'umanità ha perso, o forse mi viene spontaneo pensare, una parte di essa non lo ha mai avuto, il senso della vita e del rispetto di essa in tutte le sue forme.
Ammar era un ragazzino di 13 anni. Non importa quale sia la sua nazionalità, o che il contesto sia una guerra. Non è quello il punto che voglio evidenziare.
Importa solo che era ancora quasi un bimbo, e che voleva vivere la sua vita come ogni altro. E' uscito in bicicletta con un amico. Due ore dopo non era ancora tornato....e a un certo punto una voce ha risposto al padre Mutaz che lo chiamava disperato sul cellulare "Suo figlio è stato ferito in mezzo alla strada". Nessuno ha potuto raggiungerlo e capire dove era per lungo tempo. E' stato consegnato ormai morto due ore dopo. Un bambino di 13 anni, colpito alla schiena mentre andava in bicicletta.
Bruno era un cane Bloodhound, specializzato nel salvataggio. Grazie a lui sono state ritrovate nove persone disperse. Era impiegato nell'unità da soccorso Endas e viveva nel centro di Talsano, in provincia di Taranto.
Si occupava anche di contrastare la lotta clandestine fra cani. Questa probabilmente è stata la sua condanna. Ha passato la sua intera esistenza a salvare vite, umane o animali che fossero. E ha chiuso la sua fra atroci e inaudite sofferenze, ucciso da wurstel infarciti di chiodi. Arcangelo Caressa, direttore tecnico nazionale del settore cinofilia e cinotecnica dell'Endas lo ha trovato così.
Una parte di lui è morta con Bruno. Mi sento di comprenderlo il legame che si crea fra un umano e il suo animale è profondo e inscindibile. Un ragazzino e un cane. Si mi sento di creare questa analogia e non mi importa un accidente se i leoni da tastiera mi faranno a pezzi perché paragono una vita animale a quella di un essere umano. L'ho già sperimentato in passato, ma credo in quello che penso, e sono anche convinta che tante tante persone condividano le mie ragioni. Per fortuna.
Quello che intendo dire è che la crudeltà fine a sé stessa non ha confini che tengano, non importa verso chi sia rivolta. Mettiamo in campo, in merito a questo, alcuni dati oggettivi.
A oggi, dall'inizio dell'anno, riscontriamo in Italia 40 femminicidi, 4 suicidi di donne, 1 suicidio di un ragazzo trans e 1 suicidio di una persona non binaria. Anche l'istigazione al suicidio è purificabile ad un omicidio. Forse è ancora più efferato e perverso perché premeditato.
Sono assolutamente conscia del fatto che la mia è un flatus vocis, una voce flebile che cerca di andare contro a una desolante situazione, per molti versi irrimediabile. Basta poco però adottare un bimbo a distanza, non girarsi dall'altra davanti ad una persona in difficoltà, aiutare i volontari che si occupano di animali, persino mettere una ciotola d'acqua per far bere gli uccellini e i randagi.
Una decina di giorni fa, distratta come sono sempre, con la testa nelle nuvole, sono scivolata sotto la pioggia...un bel ruzzolone davvero. C'era un sacco di gente per strada. Mi sono alzata e arrangiata da sola.
Se tutti noi, nel nostro piccolo, mettiamo anche una minuscola goccia in questo arido deserto, chissà che forse un giorno un bel fiore bianco possa germogliare.
"Un giorno, durante l'ora di punta, il pianista jazz americano George Shearing (che era cieco dalla nascita) si trovò a un incrocio affollato di Manhattan, in attesa che qualcuno lo aiutasse ad attraversare la strada. Dopo aver aspettato un po' di tempo, finalmente si sentì picchiettare sulla spalla. Sfortunatamente era un altro cieco, che aveva anch'egli bisogno di attraversare. Cosa fece Shearing? 'Cosa potevo fare? - ricordò successivamente ridendo Shearing. - Lo aiutai ad attraversare - e fu il momento più emozionante della mia vita!'”.












