Disclosure day, da E.T. ad oggi, Spielberg ci conduce per mano sulle ali della fantasia tra extraterrestri e politici omertosi

Ribelle quanto basta amo gli animali e in particolare i gatti. Inseguo sempre i miei sogni come quello di scrivere e da sempre racconto storie spesso e volentieri di mici e micie.
E.t. Telefono Casa. Unica, iconica, inconfondibile. La frase che tutti conosciamo. 1982. Steven Spielberg dirige E.t. l'extra-terrestre. Un film cult che rimarrà nella storia del cinema per l'eternità. Dal 1964 ad oggi, una serie ininterrotta di pellicole prodotte o dirette da lui ci hanno fatto piangere, ridere e soprattutto pensare. Una miriade di capolavori, per citarne alcuni, "Il colore viola", "l'impero del sole", ''Amistad", ''Lo squalo”, “Schindler's list”, "The Terminal". Chi non ricorda però la faccia buffa e le le gambe storte dell'extraterrestre più famoso del mondo, che, indifeso e abbandonato dai suoi compagni sulla Terra, trova la strada di casa aiutato da un bambino? 3 premiOscar , 2 Golden Globes, 1.6 milioni di euro incassati solo in Italia.
2026. Disclosure day. Letteralmente: giorno della divulgazione. Spielberg affronta nuovamente, dopo" Et" e " incontri ravvicinati del terzo tipo" uno dei temi più controversi ed affascinanti della storia dell'umanità. L'ipotesi che noi essere umani non siamo gli unici abitanti dell'universo, cosa che , peraltro, a parer mio, è assolutamente verosimile. Un film potente. Adrenalico in certi punti, tenero e suadente in altri. Gli elementi sono tanti, complessi e sfaccettati. Il dominio dei mass media, il rapporto controverso fra la verità e il potere che la cela nell' oscurità, il conflitto fra sostenitori della sincerità e gli occultatori seriali, la magia dell'infanzia, la solidarietà e la malvagità che alla fine soccombe.
Uomini in nero, inseguimenti da brivido, un Colin Firth dallo sguardo talvolta satanico, una Emily Blunt dal fascino sublime, in un'interpretazione che supera sé stessa e Josh O’Connor, dallo sguardo tenero e impacciato, danno vita a questa storia di verità segrete ed inconfessabili, Torri di babele, animali fantastici e ammaliatori e creature di altri pianeti. Spielberg non ha mai nascosto la sua passione per ciò che vaga nello spazio. ''Quando ero solo un bambino ricordo di aver sviluppato una vera curiosità per il cielo notturno e per ciò che accade lassù. Non per la possibilità, ma per la certezza, che esista vita fuori da questo pianeta”, sono state le sue parole in occasione del recente Sxsw Film & TV Festival di Austin.
In un certo qual modo, e non saprei neanche dare una spiegazione razionale di questa mia sensazione, ho percepito davvero una sorta di continuità ideale con E.t., anche se il film è decisamente meno onirico e più duro. Indubbiamente, i tempi sono cambiati e la vicenda è una denuncia molto coraggiosa e decisa sull'omertà politica su queste vicende ma in alcuni punti si percepisce la stessa incantata innocenza che ha permeato il film che lo precede di ben 44 anni. Un mondo diverso da quello di Et, ma la maestria registica è quella, la stessa mano si percepisce e traspare in questa storia complessa dai mille caleidoscopici colori. Ad ogni buon conto, sia che gli extra-terrestri ci affascinino o meno, una volta di più...tanto di cappello e onore ad un maestro del cinema, che con classe indiscussa e l'abilità di un consumato giocoliere ci prende per mano e ci conduce sulle ali della fantasia.
Come per magia. "Non penso che tu abbia perso la fede in Dio, ma che tu abbia perso la fede nelle persone"












