Ribelle quanto basta amo gli animali e in particolare i gatti. Inseguo sempre i miei sogni come quello di scrivere e da sempre racconto storie spesso e volentieri di mici e micie.
"Una donna dovrebbe essere due cose: di classe e favolosa". ''Nessun uomo ti farà sentire protetta e al sicuro come un cappotto di cachemire e un paio di occhiali neri''. Lo diceva Coco Chanel. Chanel n5, il profumo della sua casa di moda, è senza alcun dubbio il più famoso del mondo, il più venduto in assoluto. Il più venduto di sempre. Dal 1922. E questa è storia. Sono due frasi che mi sono venute in mente subito...non appena è apparsa sullo schermo. È l'incarnazione perfetta di entrambe. L'emblema assoluto dell'eleganza. Meryl Streep , alias Amanda Priestly, alias Anna Wintour, la giornalista inglese che ha ispirato la storia, che è una delle figure più influenti del mondo della moda.
"Il Diavolo veste Prada 2", sequel dell'omonimo film del 2006. Quando Meryl vinse il Golden Globe come Miglior attrice, e fu nominata agli Oscar come Miglior attrice protagonista. Un successo planetario già nei primissimi giorni, ed in ascesa costante. Abbiamo lo stesso cast, una quaterna irresistibile, Meryl Streep, Anne Hathaway, Stanley Tucci e Emily Blunt, circondati da tanti altri personaggi, che rendono la storia davvero vivida ed accattivante. Sono passati venti lunghi anni ma le sopracciglia aggrottate di Amanda fanno tremare ancora il suo ufficio e dalle fondamenta.
E i suoi occhiali scuri, in netto contrasto con la sua chioma ormai candida, le danno una classe, un portamento, uno stile senza tempo. E quando, con grazia sublime, li abbassa leggermente, e si intravedono i suoi leggendari occhi chiari, chiunque le sia intorno si mette sull'attenti. Come un soldatino. La pellicola è un lucido, cinico e realistico quadro del mondo attuale dell'editoria, letteralmente mangiato vivo dalla spietata concorrenza di internet. È indubbiamente necessario fare i conti con il giorno d'oggi, ma nonostante il fatto che quasi tutto sia diverso nel mondo di Amanda, molte cose rimangono intatte. La sua inimitabile intuizione, la sua disinvoltura, la sua saggezza, il suo charme. È forse meno spietata di un tempo, si intuisce qua e là qualche lieve morbidezza, subito mascherata, nelle sue reazioni.
Ciò nonostante, qualsiasi sua azione trasuda classe da vendere, e viene recitata con una naturalezza fantastica. Un'icona senza età. Non da meno gli altri protagonisti. Andy Sachs, l'ex stagista di Miranda, una Anne Hathaway quanto mai autentica, a mio parere una delle migliori caratteristiche della sua recitazione, mantiene intatta la sua storica deferenza nei confronti di Amanda. Rimane inalterata la sua ammirazione, il suo profondo rispetto.
Una totale completa venerazione. Immutata. Emily, alias Emily Charton, ha con entrambe il vecchio rapporto dolce-amaro di una volta, e gli sferzanti occhi verdi accompagnano le sue azioni non sempre lecite fino in fondo, una mangiauomini dal fascino indiscutibile, altera nella coscienza di sé e del suo potere. Una direttrice di Dior che sa il fatto suo. Stanley Tucci, alias Nigel, si conferma un vero maestro nel dipingere un uomo rassegnato a rimanere nell'ombra, a reprimere le proprie aspirazioni e i propri desideri. Con totale e assoluta raffinarezza, con un eleganza fiera e poco appariscente. Con classe ed ironia tagliente. Unico e solo. È davvero divertente ammirare i vari cammei di personaggi reali: Lady Gaga, Dolce e Gabbaba, Donatella Versace, che nella cornice della Milano Fashion Week si calano perfettamente nella parte, protagonisti di un mondo patinato, che nasconde sotto sotto tante macchinazioni e sotterfugi.
Sembra che la storia non si sia mai interrotta, è questa la vera magia di questo film. Un viaggio nel tempo senza soluzione di continuità. Siamo tornati nelle eleganti strade di New York City, e nei lussuosi uffici di Runway. E ci è sembrato di non averli mai lasciati. «Mi dispiace, ma tu non sei una visionaria. Sei una venditrice». Miranda Priestly













