La violenza sugli animali è sempre aberrante e anche il Ministero della cultura tiene conto di questa nella nuova classificazione dei film

Ribelle quanto basta amo gli animali e in particolare i gatti. Inseguo sempre i miei sogni come quello di scrivere e da sempre racconto storie spesso e volentieri di mici e micie.
Il tempo scorre via veloce come la luce, la vita scorre come i granelli di sabbia fra le dita di una mano. Ieri mi è passata per le mani una foto della mia Tina.
E' passato quasi un anno da quando è mancata ma non passa giorno che un mio pensiero voli nell'aria pensando a lei. E' stata una compagna di vita per tante tante cose. Quando è entrata nella nostra casa mia figlia aveva 4 anni e ora ne ha 26. Gli animali sono unici. Innocenti e istintivi, ti amano senza riserve.
Sei il loro tutto. La loro esistenza è indissolubilmente legata alla nostra e, come tutti gli esseri più deboli e indifesi, vanno protetti. E' solo un cane, è solo un gatto, quante volte ho sentito questa frase.
E intanto gli atti di crudeltà nei loro confronti crescono e si susseguono senza sosta. Pensiamo al gatto Leone, scuoiato vivo in Campania; ad Aron, il cane legato e bruciato vivo dal suo padrone a Palermo; a Grey, il gatto ucciso ad Alberobello con un calcio che lo ha spinto nelle acque gelide di una fontana e soprattutto, atroce, per mano di una ragazzina, e non ultima la capretta di Anagni, presa a calci e uccisa da un gruppo di ragazzi.
Basti pensare che a febbraio di quest'anno il Ministero della cultura ha emanato un decreto direttivo che integra le linee guida per la classificazione delle opere. L'incitamento all'odio verso di essi e le scene di violenza sugli animali saranno basilari per decidere la limitazione alla visione di un film. In merito ai minori di 6 o 10 anni si parla non espressamente di divieti ma di contenuti "non adatti" oppure tassativi, come quelli per i minori di 14 o 18 anni.
A novembre del 2024 la Camera dei deputati ha modificato il codice penale in merito ai reati contro gli animali ma gli episodi continuano. Una delle spiegazioni più sdoganate è che chi maltratta un animale sente necessario esercitare potere e controllo su un essere vivente più debole. Chi si sente impotente o insicuro può cercare di compensare queste sensazioni attraverso atti di violenza verso gli animali. Anche chi è desensibilizzato alla sofferenza e vive in un contesto di violenza abituale non ne percepisce la gravità, questa è un'altra ipotesi.
Sta di fatto che, qualsivoglia sia la ragione o la devianza mentale, tutto questo continua a succedere. E' aberrante la violenza sugli esseri indifesi, lo è sempre. Pensiamo alla bimba buttata dal terrazzo e a tutti i femminicidi che si susseguono incessanti. Senza tregua. Un mondo per certi versi da dimenticare.
E voglio appunto farlo per un attimo. L'altro giorno mi sono svegliata nel cuore della notte. E ho visto e filmato una scena fantastica.
Liuba, la gatta ninja, così definita perché è la più teppista delle quattro, che di giorno tormenta e stuzzica la piccola Nina...di notte si trasforma in una coccolona pazzesca...e la lecca quasi fosse la sua mamma.
E' un momento particolare, unico e dolce. E riassume da solo tutto l' amore e l'innocenza. Da riflettere. Senza dubbio alcuno.
"Il compito più alto di un uomo è sottrarre gli animali alla crudeltà" (Emile Zola).












