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Più di 100 euro di multa per i rifiuti. Ma è giusto calcolarle così?

Riciclare è giusto ma al cittadino va spiegato come vengono analizzati i rifiuti. Basta uno scontrino, gettato da chissà chi, a risalire al proprietario?
DAL BLOG
Di Barbara Mastronardi - 28 ottobre 2016

 Ribelle quanto basta amo gli animali e in particolare i gatti. Inseguo sempre i miei sogni come quello di scrivere e da sempre racconto storie spesso e volentieri di mici e micie.

Fuori dal coro. Lo so. Quanto scriverò mi rende indubbiamente una persona che rema contro lo status quo delle cose, contro l’ordine costituito, fra virgolette. L’argomento non è sicuramente dei più poetici. La raccolta differenziata. Trento è brava bella e buona, perché impegnata da anni e con fervore, nello sforzo di far sì che si risulti ai vertici della classifica nazionale dei comuni che riciclano in maniera ottimale i rifiuti. Ciononostante, girando per la città, cosa che negli anni passati non succedeva, si trovano spesso accumuli di rifiuti abbandonati, che non conferiscono certo un aspetto curato né tanto meno pulito.

 

Come mai questo succede? Forse perché le persone, in un certo qual modo, sono veramente stufe. Riciclare è giusto, non lo discuto, ma qualcuno ha mai pensato ai disagi talvolta pesanti in cui la cittadinanza incorre per tutto questo? Chi non ha la possibilità di avere una raccolta condominiale, vedi centro storico, è costretto a vagare per la città con quintali di sacchetti ( visto che si cerca di razionalizzare i viaggi) e molto spesso i contenitori delle isole sono inceppati perché strapieni, e quindi la spazzatura viene lasciata ovunque . Uno spettacolo veramente squallido. Addirittura, incredibile dictu, esistono una serie di bidoni che dopo una certa ora sono inaccessibili. 

 

Non parliamo poi delle volte che un malcapitato, magari senza mezzi di trasporto, deve buttare qualcosa di non compreso negli elenchi ed è costretto ad industriarsi per ovviare a questa cosa, visto che i punti di raccolta sono dislocati tutti molto lontani. Quando si rompeva un elettrodomestico, una volta la domanda angosciosa era "ed ora dove trovo i soldi per ricomprarlo?". Adesso la prima che viene a mente è "ed ora come faccio a buttarlo?". In un comune limitrofo a Trento, Pergine, a breve, si dovrà pagare per buttare la plastica. Le somme pagate già ora sono davvero cospicue, e credo nessuno di noi abbia soldi da buttare in questo momento contingente non proprio roseo della nostra economia. Ma veniamo al dunque. Una settimana fa una persona ha ricevuto una raccomandata come atto giudiziario. Aperta la busta si è trovata davanti a ben 120,40 euro di multa, per riscontro nel suo sacchetto degli imballaggi leggeri di cose non permesse. Un paio di guanti di gomma, un foglio di carta ed uno scontrino, che a detta di chi ha controllato, identifica il colpevole in maniera inderogabile, e a tal scopo l’ oggetto del reato è stato fotografato. Ma con che criterio è stata decisa questa somma? E se lo scontrino fosse stato buttato da un vicino nel sacchetto mentre era lì per caso in visita?

 

La multa presenta la seguente dicitura: non è stato possibile contestare immediatamente la violazione in quanto era necessario acquisire ulteriori elementi presso gli uffici competenti. Ovviamente la persona ha poi pagato la multa (che sarebbe pure lievitata con un ritardo). Ma ritengo, nonostante tutto, che si sarebbe dovuto dettagliare analiticamente in quale modo si sia raggiunta una cifra del genere, e soprattutto contestarla in loco alla persona colpevole. Solo in questo modo questo iter avrebbe dato, a chi di dovere, la possibilità di spiegazioni, come si fa per qualsiasi tipo di reato contestato, a parte le multe evidenti, inflitte per eccesso di velocità o parcheggio non consentito. Se si vuole che le persone rispettino le regole, bisogna guadagnarsi il loro rispetto.

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