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"Paradisi Minori", un libro sia per i letterati che non frequentano la natura, sia per gli ambientalisti che non frequentano la letteratura

La raccolta di racconti di Megan Mayhew Bergman è pubblicato dalla NN Ediore. Animali domestici ma non solo: c'è la natura intera ad entrare prepotentemente in queste pagine
DAL BLOG
Di Camilla Endrici - 28 settembre 2017

Il mio comodino è un'instabile pila di libri, e in questo blog proverò a condividere alcune delle letture più belle che mi accompagnano.

“È più facile amare un cane che una persona”, ho sentito dire di recente a uno psicologo che stimo. Sarà anche vero che gli animali domestici non hanno l'autonomia decisionale di un essere umano e così facendo ci rendono più sicuri dei nostri simili della loro presenza e fedeltà, ma è vero anche che spesso sono protagonisti delle nostre vite.

 

Lo sa e lo dice con grande grazia Megan Mayhew Bergman nei suoi racconti della raccolta Paradisi Minori, uscita per NN Editore di recente. Animali domestici ma non solo: c'è la natura intera ad entrare prepotentemente in questi piccoli, preziosi racconti.

 

Non è una natura idilliaca e rimpianta quella che la scrittrice ci svela: è la natura di un pappagallo in cattività, di lemuri in via di estinzione, degli uccelli in una riserva, ma anche di cani e gatti domestici.

 

Gli animali delle nostre vite, insomma; nulla di esotico come il titolo vorrebbe far pensare. Ma è lì, intorno a questi animali “ordinari” che abitano luoghi ordinari dell'America settentrionale, che si muovono le vite di ordinarie persone che si svelano anche grazie al loro essere in relazione con il mondo animale.

 

Per questo la Bergman riesce in un'impresa ardua ma forse necessaria: scrivere racconti autenticamente belli, senza nessun intento di proselitismo ambientalista o animalista. Al centro di queste storie ci sono comunque persone e relazioni: amori che finiscono, amori che iniziano, genitori da cui si prende commiato, genitori che si sceglie di diventare.

 

Quando il pappagallo di una madre morta che ne imita la voce è l'unico modo per fare pace con un rapporto lasciato in sospeso, il prendersi cura dei lemuri l'occasione per una madre di sperimentare il senso materno che non sente per la figlia, o la cura della balena nei confronti della prole è l'immagine che fa scattare il desiderio di portare avanti la gravidanza in una donna convinta anti-procreazione per la salvaguardia del pianeta, allora gli animali sono qualcosa di più che un semplice sfondo.

 

Sono parte di quell'intreccio complesso e a volte incomprensibile che chiamiamo vita, ed è facendoli entrare nella sua narrazione che la Bergman ci fa un duplice regalo; quello di ricordarci quanto siamo, anche, animali, e quello di ricordarci quanto sia difficile slegare le nostre vite dall'ambiente in cui siamo immersi.

 

Per questo alla fine riesce a scrivere un libro che ameranno sia i letterati che non frequentano la natura, sia i più fervidi ambientalisti che non frequentano la letteratura. E la gioia della lettura sarà doppia per chi ama le parole ma anche i silenzi della natura.

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