Il Pd fa campagna elettorale con un'opera pubblica votata da tutti e sindaco e assessore si accodano, possiamo già dire: non ci siamo

Giornalista, ha lavorato per Alto Adige, Gazzettino e Trentino
Non ci siamo. Oppure ci siamo – in campagna elettorale – e ne vedremo forse anche di peggio. Prima del “caso” il titolo che sembra più appropriato alla vicenda: “appropriazione indebita”. E il sotto titolo? Non tutto è lecito per procurarsi voti. Protagonisti? Il Pd, il sindaco che punta al bis e il suo assessore ai lavori pubblici che dopo il 4 maggio non ci sarà più.
La storiella: esce un annuncio del Partito Democratico che con tanto di simbolo in bella evidenza invita gli abitanti di Villazzano a una pubblica riunione per giovedì 27 marzo. Tema? “Marciapiede Grotta-Villazzano”, presentazione del progetto. Presentazione con il sindaco Ianeselli e con l’assessore Gilmozzi.
Chi legge l’annuncio certo non si sarà fatto particolari problemi: un appuntamento come tanti. Invece no. Alla Grotta di Villazzano si illustrerà lo stato di un’opera pubblica attesa da decenni da chi abita quella parte di collina. E che se in quel tratto si sposta a piedi, beh la rischia.
Peccato, però, che quell’opera sia stata perorata in consiglio comunale da tutti, ma proprio tutti: maggioranza e opposizione, attraverso un ordine del giorno (non del Pd, per altro) che qualche tempo fa chiedeva di stanziare i soldi necessari all’intervento nel bilancio. Cosa che evidentemente è avvenuta.
Se è così – ed è andata così indubitabilmente – come può un partito permettersi di far passare il benedetto marciapiede come una propria conquista? Come possono un sindaco e un assessore dare corda alla furbata del Pd? La pubblicità ha regole piuttosto chiare oltre che semplici. Annunci una cosa, ci piazzi il tuo simbolo e “ti prendi il merito”. Appropriazione indebita di opera pubblica, appunto. Se poi fai tutto questo in campagna elettorale – dove tutto pare si possa in barba alla serietà ed al buon senso/gusto – la scelta è ancora più grave. Decisamente irrispettosa e a dirla tutta nemmeno troppo intelligente.
Ma c’è di più: se il sindaco e l’assessore non si pongono il problema di una partecipazione impropria a un’iniziativa di partito per l’illustrazione di un’opera pubblica che non è merito di quel solo partito dimostrano una leggerezza (ma forse anche un bel po’ di presunzione nel maltrattare le regole) piuttosto inquietante.
Che poi tutto questo accada a Villazzano, territorio di elezione del segretario provinciale Pd che in più di un’occasione ha predicato la correttezza (altrui), rende la questione ancora più irritante. Anzi no, ridicola.
Se questo fosse l’andazzo della campagna elettorale della super coalizione di Ianeselli della quale il Pd è oggettivamente forza trainante) la storiella del marciapiede di Villazzano potrebbe essere solo una prima tappa. Hai deliberato di sistemare un parco (con i voti di tutti)? Bene, chiama gli abitanti a raccolta sotto il simbolo, magari, dei verdi e invita – anche lì – sindaco e assessore a farsi belli e bravi. E così via, per tante e tante piccole o grandi opere pubbliche. Tante (e anche di più) quanti sono i simboli della coalizione e per quanti sono i soggetti politici che la compongono.
No, così davvero non va. Certo, l’amministrazione uscente e probabilmente rientrante a maggio ha tutto il diritto (anche un po’ dovere) di spiegare ai territori quel che ha fatto. Così è sempre stato attraverso incontri che non a caso sono chiamati “istituzionali” nelle sedi circoscrizionali o altrove. Ma se lo fa assieme a un partito non va davvero bene. Non ci può essere confusione (e commistura) tra iniziativa istituzionale e iniziativa di partito. Per un sindaco ed un assessore dovrebbe essere l’abc. Per un partito dovrebbero essere anche tutte le altre lettere dell’alfabeto, a partire dalla U di umiltà, magari escludendo la B di bullismo (promozional/politica).
Naturalmente, e ci mancherebbe, la vicenda non è passata inosservata. Competitori e competitrici di Ianeselli non sono stati e non staranno zitti. Ma questo è affar loro (anche un po’ nostro però). Quel che davvero non si può accettare è che questa stupidaggine (indicativa di uno stile) passi come “cosuccia”. O passi come normalità.
Il Pd può giochicchiare con la correttezza fin che gli pare ma fino a quando il sindaco e l’assessore sono sindaco e assessore di tutta la città dovrebbero evitare di prestarsi al giochetto dei sé pensanti “più bravi” di una classe (il consiglio comunale) che sul marciapiede era unanime. A sinistra, al centro e a destra.
Può anche essere che in camera caritatis (vox populi, piuttosto attendibile) sindaco e assessore abbiano manifestato la loro perplessità. Fatto sta che i loro nomi sono tutt’ora sul manifesto che annuncia l’incontro e tanto fa, purtroppo, fede.
Se una cosa è inopportuna, non si fa. Se la si fa da “perplessi” è ipocrisia. Lo slogan arzigogolo della coalizione di Ianeselli è “Rispettare Trento ci fa stare bene”. Bene, magari “rispettare la campagna elettorale”, evitando strafalcioni come quello dell’incontro Pd a Villazzano – farebbe stare più tranquilli. Tutti.












