Contenuto sponsorizzato
| 20 giu 2025 | 09:22

"Non chiedeteci cosa pensiamo, noi giovani, del Rispetto. Semmai, rispettateci. Che forse sarebbe un nuovo inizio", ecco il mio tema se rifacessi oggi la maturità

DAL BLOG
Di Carmine Ragozzino - 20 giugno 2025

Giornalista, ha lavorato per Alto Adige, Gazzettino e Trentino

Ero immaturo (bocciato) 50 anni fa, quando nel 1975 mi sottoposi all’esamone pensandomi invincibile perché un conto era la scuola ma un altro conto – per me allora ben più importante - era il mondo. Un mondo messo perfino meglio di oggi, che io immaginavo di poter cambiare gracchiando in un megafono con il capello lungo e troppe belle illusioni. Erano illusioni un poco immature rispetto alla complessità della realtà ma forse mature rispetto all’età.

 

Sono probabilmente immaturo anche oggi, 50 anni dopo. La condizione, però, non mi scompone. Rispetto ad allora la bandiera rossa si è sbiadita fino al bianco: il bianco di una resa furiosa ma impotente.

 

Oggi sono immaturo e incattivito (dico così per eleganza, perché meglio sarebbe dire schifato). Sono – come i più - disarmato mentre impazza la guerra e con essa l’idea che la storia pare insegnarci solo a continuare a farsi del male. Purtroppo ciò accade nell’assuefazione al peggio, all’orrore quotidiano. Sono incattivito dal progressivo peggioramento, dalla corsa al baratro. Il baratro che è dietro l’angolo.

 

Rifacessi oggi – cavolo quanto sarebbe divertente – l’esame di maturità, beh lascerei il foglio in bianco. Anzi no, scriverei solo “aiuto” sapendo però che nessuno verrà in soccorso dei 19 anni da maturandi dal “futuro negato”. 

 

Rifacessi oggi l’esame di maturità mi arrabbierei, tuttavia, oltre ogni limite della decenza se mi proponessero – così come è successo - di sviluppare il tema del “Rispetto”. La truffa del Rispetto.

 

Ma come? Ma come si fa a chiedere a ragazzi e ragazze di spiegarci che senza Rispetto non c’è vita, non c’è società, non c’è cultura? Fatelo voi adulti (facciamolo noi adulti) questo tema. Spiegate voi – voi adulti – perché con la retorica del rispetto vi fate belli nella forma, mentre vi ci pulite il sedere nella sostanza. 

 

Il Rispetto è il più sano di tutti i principi perché può partire dal singolo per farsi collettivo. Ma i giovani hanno bisogno – molto, ma molto di più – di esempi. Di comportamenti nei quali riconoscersi.

 

Bene, per quel che riguarda il Rispetto, gli esempi dei cosiddetti “maturi” che gestiscono potere e denaro sono catastrofi quotidiane di ipocrisia, boria, falsità, prese per i fondelli. Sono vuote enunciazioni intrise di odiosa solennità. No, non si dice solo della politica che ad ogni latitudine partitica si fa colitica per quanto solletica le evacuazioni senza produrre quasi mai nulla (di buono). 

 

Si stramazza di fronte alla politica che starnazza. La politica (tutta) che in questi giorni gioisce perché invitare i giovani ad esprimere la loro idea di Rispetto pare un gran trovata. Vade retro, dunque, ad una genia che del Rispetto fa strali sia nelle parole che nei fatti. Al confronto – termine nobile – hanno sostituito furbescamente le prime tre lettere e ci hanno aggiunto una “f”. Il confronto è diventato “affronto” reciproco. Un affronto tra sordi che purtroppo non sono muti. Urlano nel circo quotidiano del bullismo verbale e dell’ironia che non fa ridere nemmeno dietro compenso. Eccoli gli esempi. Cosa dovrebbero scrivere, i ragazzi e le ragazze, nei loro temi di maturità? Forse un vaffa. E sarebbe ancora poco.

 

S’azzuffano tra loro i politicanti. Spesso lo fanno incassando il gettone. E intanto i problemi del mal vivere quotidiano (sempre più gravi) aspettano che qualcuno – anche si sbieco – li “rispettialmeno un po’. Ma fosse solo la politica. Il Rispetto è materia rara anche fuori dal caravanserraglio di una politica che ha ricette per tutto senza saper guarire nemmeno un brufolo. 

 

Il Rispetto è sempre meno un’opzione in quella cloaca “social” nella quale gli adulti bazzicano più dei ragazzi. Più dei giovani che dei social hanno spesso un uso più funzionale e meno scomposto. Navigatori – loro sì, gli adulti – immaturi nonostante diplomi, lauree, master e gli sproloqui del “noi sì che abbiamo penato”.

 

Distruttori di socialità – gli adulti - che svicolano dalla fatica di un confronto che non sia fatto di commenti tuttologi un tanto al chilo e di like che non fanno differenza tra una lasagna ed una bomba al fosforo. Eccoli gli esempi dai quali c’è davvero poco da imparare. C’è da scommettere che se al posto dei ragazzi ci fosse stato questo popolo di tardivi digitali a dover disquisire di Rispetto le statistiche sulla Maturità toccherebbero picchi negativi più alti di un Himalaya al contrario. 

 

Andrà secondo prevedibilità. I giovani che hanno scelto il tema si saranno prodigati nei buoni ed onesti sentimenti: il Rispetto come antidoto alla violenza, il Rispetto come giustizia ed equità, il Rispetto come salvaguardia dell’ambiente. Eccetera. I complimenti si sprecheranno: “Guarda che bravi, guarda che profondi”. Ma poi? Poi avanti come se nulla fosse. Avanti con un mondo che va indietro per responsabilità di chi per il Rispetto ha “maturato” solo disprezzo, praticando ogni giorno che Dio manda in terra scelte irrispettose.

 

Eh sì, se avessi potuto azzardare un tema di Maturità da quasi settantenne, mi sarei ricordato di quegli anni col megafono, i capelli lunghi e le speranze a palla. Solo che non avrei perso tempo nelle elucubrazioni o nello stile. L’avrei chiusa prima di incominciare con un concetto – uno solo – messo nero su bianco a tempo record. Il mio svolgimento? Eccolo: “Non chiedeteci cosa pensiamo, noi giovani, del Rispetto. Semmai, rispettateci. Che forse sarebbe un nuovo inizio”. Fine.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Politica
| 19 maggio | 06:00
In Lombardia si punta forte sulla riassegnazione delle concessioni idroelettriche sulla base di un piano di investimenti (con Fontana che ha [...]
Cronaca
| 18 maggio | 20:31
Nella nuova puntata della rubrica "Sarò Franco" la storica voce Rai, Franco Bragagna, spazia tra il Roland Garros e il ricordo di Remo Minati
altra montagna
| 18 maggio | 18:00
"Questa volta la neve ci ha fregato, doveva arrivare dai 1600 metri invece era coperto già a 1200". La transumanza per la stagione estiva in [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato