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| 12 ottobre | 15:55

Giovanni Viel, ora sei tu 'dominus' della pista. Alla voce dello sport bellunese dedicate le corsie del nuovo stadio di Belluno: bentornata ventiquattrore e ben tornato anche a te, Giovanni!

Giovanni Viel, ora sei tu 'dominus' della pista
DAL BLOG
Di Franco Bragagna - 12 ottobre 2026

ERA cinquanta edizioni fa e LUI era il "braccio armato" della protesta; niente paura, 'armato' solo di microfono, al massimo di tastiera e magari - era il '74 - di una 'Lettera 32' dell'Olivetti. Armato anche di voce potente. Da ieri verso mezzogiorno la pista dello stadio di Belluno ha un nome: GIOVANNI VIEL! Un passo indietro, sì di più di cinquant'anni. Alla prima di cinquanta edizioni con quella conclusasi ieri, dopo ventiquattr'ore. L'anno d'inizio della 'protesta' era proprio cinquantadue anni fa, alla vigilia della festa per il santo patrono di Belluno, San Martino (di Tours), quello della leggenda dell'Estate omonima.

Con quella di ieri "solamente" mezzo centinaio di edizioni, anziché 53. Tre son saltate, quella del 2020, indovinare un po'... Sì, l'avete fatto, ci avete preso: era per la pandemia! Ma son saltate anche le edizioni degli ultimi due anni. Sol perché allo "stadio polisportivo di Belluno", in piazzale della Resistenza, stavano (e in parte stanno) facendo i lavori per renderlo adatto - lo stadio - alla serie C. La squadra locale, le "Dolomiti bellunesi" è nel girone A con in testa il Cittadella; le 'Dolomiti' son dodicesime su venti. Ma dietro anche squadre storiche e storicissime, con all'attivo in passato (e anche al passivo, finanziario) serie A e B, una addirittura tanti scudetti... Lo scorso anno, da neopromosse, le 'Dolomiti' si son salvate per una posizione dalla retrocessione, ma l'han fatto per quindici punti, quindi ben sette di più di quanti le avrebbero costrette a giocare i play-out, per non retrocedere. E son scese in serie D squadre toste e blasonate come Triestina (super-penalizzata per ragioni amministrative), Pro Patria di Busto Arsizio e Virtus Verona.

 

 

Le "Dolomiti bellunesi" - ovviamente la squadra di calcio e non il ... patrimonio dell'Umanità fra le province di Trento, Bolzano e appunto Belluno - sono figlie della fusione di cinque anni fa fra Union Feltre, Ac Belluno ed Union San Giorgio Sèdico. Nel primo anno di serie C, lo scorso, han giocato prima addirittura fuori regione, vicino a Pordenone, allo stadio intitolato all'ex milanista Omero Tognon, a Fontanafredda, poi nella parte finale allo stadio di Feltre dedicato a Libero Zugni-Tauro, eroe feltrino della grande guerra, la prima mondiale. Così è anche quest'anno, poi dalla primavera ci sarà l'esordio a Belluno, nel rinnovato 'polisportivo'. Tutto ciò detto e scritto per spiegare che la storia OGGI si è ... ribaltata: cinquantadue anni fa partì la cosiddetta "maratona di San Martino", gara di corsa nello stadio sulle ventiquattro ore, solo ed esclusivamente per protestare contro la presunta ignavia politico-amministrativa verso lo sport extra-calcio.

 

L'altro sport si lamentava così "attenzione solo per il calcio - l'Ac Belluno era in serie C, girone A, nella quarta stagione di cinque consecutive - gli altri trattati malissimo". Giovanni Viel, con le armi di cui sopra, microfono, "lettera 32" e voce potente, era con loro e dietro o davanti alla loro causa. E così, da allora, VIA alla cosiddetta "maratona"! Che in realtà era, è ancora, una staffetta 24 per un'ora: cioè su un'intera giornata ogni squadra presentava ventiquattro frazionisti. Veniva dopo le simili gare di fine-stagione, oggi non ci son più, all'Arena di Milano (ebbe grandi attenzione e prestigio) e a Verona. Oggi la 24 ore di San Martino a Belluno è l'unica SUPERSTITE fra queste competizioni a squadre e s'è corsa di nuovo dopo un biennio di stop per i lavori.

 

Ma la pista, da ieri intitolata a GIOVANNI VIEL, era pronta per la bisogna! Viel rimase al microfono della manifestazione a far da speaker, di fatto, fino alla sua morte all'età di sessantaquattro, tre anni e mezzo fa: si perse l'edizione del covid, non le due ultime... Alla morte "il Dolomiti" titolava così di lui "era la voce dello sport bellunese, addio a Giovanni Viel". E adesso - insomma - bentornata "Ventiquattr'ore", bentornato anche a te, Giovanni! Da ieri sei TU 'dominus' della pista! Una vita la sua passata su tutto l'arco alpino: papà al lavoro nelle miniere di Cogne, Giovanni nacque e crebbe proprio là, in valle d'Aosta. Una volta nel Bellunese - abitò a Ponte nelle Alpi - fece il dirigente ambientale (direttore del Cipa), ma la popolarità quella grande, in loco e non solo, la deve all'amatissimo sport, la cui comunicazione seguì a tutto tondo: giornalista per carta stampata, web, radio, televisione, uffici-stampa e probabilmente altro ancora, ma ancora di più - per la sua popolarità - l'attività da speaker di campo o di piazza.

 

Sport insomma, soprattutto gli invernali tutti, la corsa principalmente quella in montagna ma non solo, atletica e tanto altro...

 

Alla cerimonia, fra i tantissimi, il sindaco di Belluno Oscar De Pellegrin, atleta paralimpico di altissimo livello: due ori ai Giochi paralimpici nel tiro con l'arco e tante altre medaglie fra cui un paio di bronzo anche nel tiro a segno. Una folla a seguire il momento, a stringersi attorno ai familiari con in testa Donatella e Cecilia, moglie e figlia. Presente anche il trentino Antonio Molinari. Per l'atleta di Civezzano un titolo di campione mondiale individuale di corsa in montagna trent'anni fa in Tirolo, a Telfes (Austria) ed un'altra dozzina di titoli sparsi nella classifica a squadre, con gli azzurri.

 

Viel ne celebrò le gesta in lungo e in largo, Molinari gli è sempre stato grato. E' arrivato anche il messaggio di Paolo Germanetto, coordinatore nazionale della corsa in montagna nella federazione atletica, "bellezza che suscita nostalgia e commozione sapere che questa pista prenderà il tuo nome; per ogni corsia un racconto, par di risentirla forte la tua voce!". Insomma per Giovanni Viel Belluno tutta s'è fermata. Quantomeno soprattutto, ma non solo e non solo il capoluogo provinciale, la Belluno sportiva, anche del calcio contro cui allora ("qua i pensa solo al balòn!" - parole sue) Viel aveva dato una mano a protestare.

Il prossimo appuntamento in città sarà l'undici novembre, il giorno del santo patrono, con probabile riedizione climatica dell'Estate di San Martino. Ah, alla gara che porta il suo nome (san Martino) han partecipato quarantuno squadre, ma solo perché c'era il numero-chiuso, sarebbero state di più: ammesse in quaranta, due si sono iscritte assieme ed il photofinish non ha permesso di capire chi prima dell'altra. C'era anche la versione 'mini-mini' (anche per durata), per i ragazzi, grandi numeri anche qui...

 

La competizione della "24 per un'ora" è stata dominata dal Quantìn Alpenplus, squadra della frazione di Ponte nelle Alpi - Quantìn - sulla sinistra Piave, particolarmente e storicamente vocata nella corsa in montagna. Anche questo un omaggio a chi al microfono l'avrà citata milioni di volte...

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